Menu

exposkyscraper 600x400Ancora polemica sulla gestione delle selezioni e del personale che sta operando o lo farà a breve all’interno di Expo 2015. I sindacati sono al lavoro per valutare i contratti registrati sulla piattaforma degli accrediti, vale a dire quella che raccoglie i dati sui 30 mila che possono avere accesso effettivamente alla fiera in veste di lavoratori. Spiccano troppi errori.

GLI ERRORI - Informazioni non corrette: è questo che i sindacati hanno trovato sulla piattaforma, mentre il loro intento era quello di avere maggiore chiarezza sui contratti a progetto.

Sulla piattaforma sono segnati 1.800 co.co.pro.. Non sono più previsti dalla legge però, a meno che il lavoratore non sia già in carico da prima del 2015

spiega Renato Zambelli, responsabile Expo per Cisl Milano, ripreso dal Giorno. Si è tenuto un incontro tra osservatorio del lavoro di Expo e responsabili di Adecco, a cui facevano capo una trentina di questi contratti, ma la stessa Adecco spiega così la questione:

Non ne abbiamo fatti. L’errore è nel database, taglia corto Claudio Soldà, direttore delle relazioni istituzionali.

Alla piattaforma hanno accesso soltanto Paesi e società che operano dentro Expo, Adecco quindi imputa a loro gli errori, poi sarà l’osservatorio a valutare se è un caso isolato o se le informazioni dei database non siano corrispondenti alla realtà. In ogni caso, per Adecco è stato chiarito che i contratti sottoscritti sono quelli confederali. Sempre il Giorno riporta le dichiarazioni di Stefano Franzoni, responsabile Expo per Uil Lombardia, che vanno dritte al problema:

Bisogna approfondire il fatto che le società di outsourcing, come Professional solutions, controllata da Adecco, non applichino un contratto collettivo unico, come le aziende, ma uno differente per ciascun cliente. Ma è una partita che travalica Expo”.

Resta il fatto che, da un lato, Adecco sottolinea che la controllata usa un contratto multiservizi e solo in un caso, per alcuni impiegati amministrativi, quello del commercio, ma dall’altro lato Expo lasci emergere questi lati oscuri, come contratti di tempo brevissimo, anche di un mese con una proroga, che dimostrano come non ci sia stata una vera programmazione nell’individuare le risorse umane che sarebbero state messe in campo.

GLI IMPRESENTABILI - Tutto questo si somma ai 600 “impresentabili” a cui il lavoro a Expo è stato negato per motivi poco chiari. 600 pass negati su 600 mila, senza una motivazione, senza che nessuno spieghi per quali motivazioni questi soggetti non possano prestare servizio a Rho-Fiera. Per i sindacati è uno “stato di polizia” e Antonio Lareno, Cgil, spiega così la situazione surreale:

"Non sappiamo nulla dei motivi per i quali questi seicento lavoratori hanno perso un'opportunità di lavoro, non ci hanno dato nemmeno la casistica. Sappiamo solo che c'è di tutto, giornalisti free lance, ma anche accompagnatori turistici, hostess e steward, lavapiatti, volontari”.

Nessuna spiegazione, solo un No.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

Women for Expo: le donne vero motore nella lotta contro lo spreco di cibo

#Expo2015, senza contenuti (e senza mele)

#Expo2015: ecco il primo sciopero. Lavoratori belgi non pagati tornano a casa (VIDEO)

GreenBiz.it

Network