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immagineLe fonti rinnovabili di energia hanno coperto nel 2013 in Italia circa il 30% del fabbisogno elettrico (contro il 28,3% del 2012), per un totale di 84,7 miliardi di chilowattora su una domanda complessiva di 299,2 miliardi, risultando così ben oltre l´obiettivo del 20% delineato dall´Unione europea per il 2020.

I dati emergono dalla relazione annuale dell´Autorità per l´energia, sulla base dei consuntivi provenienti da Terna. In testa c´è l´idroelettrico (43,8 miliardi di chilowattora prodotti), seguiti da fotovoltaico (18,8), eolico (13,4), biomasse (12,5) e dal geotermiche, che l´anno scorso hanno prodotto 5,5 miliardi di chilowattora.

A ricordarlo, alla vigilia di Key Energy, è un'analisi sulla situazione attuale del mondo della sostenibilità e delle rinnovabili. La sezione espositiva interamente dedicata all´efficienza energetica per l´industria e il terziario, giunta alla ottava edizione, si terrà dal 5 all´8 novembre prossimi a Rimini, in contemporanea con Key Wind, Ecomondo, il principale appuntamento fieristico della green economy in Italia, Cooperambiente, Città Sostenibile e H2R.

Nel 2013 la produzione elettrica da fonte rinnovabile è stata di 110 miliardi di chilowattora. Se la produzione nazionale netta (277,4 miliardi di kWh) è risultata in diminuzione del 3,6% rispetto al 2012, le rinnovabili hanno mostrato comunque un segno positivo. In aumento la produzione idroelettrica (+21,4%), fotovoltaica (+18,9%), eolica (+11,6%) e geotermica (+1,0%).

Negli ultimi anni, il parco di generazione italiano ha cambiato radicalmente struttura con una quota di fonti rinnovabili che, in termini di potenza installata, al termine del 2013 ha superato il 37% del totale: una rivoluzione del mix - ha evidenziato l´Autorità - che può portare a possibili criticità del sistema. I costi dell´incentivazione delle fonti rinnovabili sono stati di circa 10,7 miliardi di euro, di cui circa 10 coperti tramite la componente A3 della bolletta.

Dal punto di vista economico, le aziende del settore rinnovabili registrano forti difficoltà in Italia, con la conseguenza di dover puntare su investimenti all'estero. Il calo complessivo delle operazioni nazionali nel 2013 è del 25% in termini di potenza e del 23% in termini di valore rispetto al dato dell´anno precedente, con 204 operazioni, corrispondenti a 5.832 megawatt, per un valore stimato di 7,8 miliardi di euro (Fonte: Irex, Althesys).

In una situazione critica, le aziende italiane del settore delle rinnovabili - fra le più innovative e al tempo con l´esperienza più lunga - hanno così rafforzato gli investimenti all´estero, dove il know-how è particolarmente apprezzato. Nel 2013 la crescita esterna ha raggiunto quasi la metà delle operazioni, sfiorando i 2,9 miliardi di euro, con un +16% sull´anno precedente.

In pratica, mentre da noi nel 2013 rispetto all´anno precedente si investiva il 39% in meno nell´eolico e il 30% in meno nel fotovoltaico, le industrie italiane realizzavano oltre tre quarti dei nuovi impianti in altri Paesi, specie nei mercati emergenti e nelle Americhe: circa 1.900 megawatt su 2.400 totali. Molteplici le destinazioni, con in testa Nord e Centro-Sud America (oltre un terzo delle operazioni), mentre si iniziano ad ´esplorare´ Asia e Africa.

Leggi: Tutti i numeri delle rinnovabili in Italia nel 2013

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