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ecofuturo 9098 È iniziato a Rimini Ecofuturo 2016. Il festival delle ecotecnologie e dell’autocostruzione resterà aperto fino al 31 luglio.

La partenza ha visto aggiungersi a Jacopo Fo, Fabio Roggiolani e Michele Dotti anche l’ad di Ecoarea, Romano Ugolini che ha illustrato le caratteristiche energetiche dell’edificio NZEB (Near Zero Energy Building- Edificio vicino a consumi zero d'energia).

Jacopo Fo ha illustrato il percorso e l’evoluzione di Ecofuturo, che, dai principi ispiratori si è arricchito ogni anno, di nuovi elementi dello sconfinato universo della sostenibilità.

Nel programma, tra le varie iniziative, un grande spazio dedicato alla salute ed all'alimentazione, con grandi esperti di medicine complementari, di tecniche per il benessere del corpo e della mente, e del fondamentale aspetto nutrizionale che si ricollegano al meglio con altre tematiche fondamentali presentate nella parte ecotecnologica, come le nuove pratiche per dare un volto nuovo alla agricoltura nel segno della sostenibilità, e delle migliori tecnologie disponibili per il disinquinamento con particolare riferimento ai grandi entri urbani, dove da anni si concentra oltre il 50% della popolazione.

Le corde per ricollegare corpo, mente e anima, sono quella toccate proprio da Michele Dotti, che ha sottolineato in apertura come l’edizione di quest’anno del festival rafforzi nel segno della centralità dell’uomo e della qualità degli ecosistemi i collegamenti tra fronti solo apparentemente diversi di un nuovo stile di vita, divenuto ineludibile per uscire da questa profonda crisi di sistema e di modello di sviluppo.

Presentato il progetto di teleriscaldamento geotermico per convertire con le rinnovabili tutti i consumi delle abitazioni e imprese della Pianura Padana. Qui esistono 1.100 pozzi dell'era del petrolio e del gas, un valore di scavi pari a 10 miliardi di euro, che possono essere riconvertiti per l'estrazione del calore profondo geotermico e riutilizzati per il teleriscaldamento grazie alla ricchezza della struttura idrica della Pianura Padana.

Si è parlato poi di ecotecnologie ed economia circolare con l’intervento del CIB (Consorzio italiano biogas). Il futuro è già presente in molte aziende agricole socie che applicano pratiche agricole rinnovate grazie alla presenza dell’impianto biogas come elemento fulcro. Lo stesso ettaro di terreno può infatti produrre alimenti, foraggio ed energia con un nuovo apporto di nutrienti e stoccando CO2 dall’atmosfera.

Ad Ecofuturo 2016 sono proposti i prodotti “fattobene” dei soci CIB e sono stati presenti nella prima giornata, Gianantonio Locatelli, ideatore del “Museo della merda”, e Carlo Vanzetti che ha raccontato come l’impianto biogas alimentato dai reflui delle aziende zootecniche, alimenti con il calore, attraverso una piccola rete di riscaldamento, di un istituto oncologico locale che cede parte del risparmio eneregico effettuato attraverso l'utilizzo del biogas a favore della casa accoglienza "La Madonnina" che ospita i parenti dei degenti. “Il "Museo della merda" è una trasformazione ecologica del materiale considerato più vile e più povero da scarto a risorsa. L'idea nasce dallo sviluppo di un'azienda agricola che si è dotata di un impianto biogas. La considero una rivoluzione culturale ed estetica”, ha spiegato l’ideatore Gianantonio Locatelli.

Il programma completo del Festival Ecofuturo è consultabile online

Anna Tita Gallo

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