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biogas key energy ecomondo 2013

Dopo il boom di installazioni nel 2012 il mercato del biogas italiano sta cambiando, spostandosi dai grandi impianti multimegawatt ai piccoli impianti a misura di azienda agricola e zootecnica. Abbiamo incontrato i protagonisti della filiera a Key Energy, in occasione di Ecomondo 2013.

Come cambia il biogas italiano? In una battuta: da grande a piccolo. È l'impressione che abbiamo avuto a Key Energy, dove molti espositori proponevano impianti o parti di impianti, in particolare motori per la generazione elettrica da biogas, di taglia ridotta rispetto al passato.

Non è strano: i grandi impianti da oltre 1 MW sono visti con sempre maggiore sospetto da parte delle popolazioni locali e l'iter autorizzativo non è sempre alla portata di tutti. Restare sotto i cento kW, invece, permette di semplificare le procedure e di mantenere l'impianto sempre attivo già nel caso sia al servizio di una azienda agricola o zootecnica di dimensioni non grandi.

È questo il mercato attuale del biogas in Italia e, per fortuna, esistono attori italiani pronti a giocarsela. Un esempio è Rama Motori, azienda a cavallo tra old e green economy che ha iniziato trent'anni fa con i motori a benzina e oggi vende anche motori a biogas. La sua storia ce l'ha raccontata Lara Bellamico:

Abbiamo iniziato prima con piccoli motori a benzina nel 75. Erano motori destinati all'agricoltura e al mondo del giardinaggio, poi negli anni 90 siamo passati ai motori diesel applicati all'agricoltura, al settore industriale e al marino.

Poi sono arrivati i motori a carburanti alternativi per produzione di energia.

Sì, dal 2006 abbiamo iniziato con i motori a metano e gpl. Che abbiamo iniziato ad adattare con know how italiano, tipicamente reggiano, e abbiamo assortito una gamma per microgenerazione su base motoristica GM. Ma poi ovviamente li adattiamo per il mercato italiano ed europeo.

Know how italiano applicato alle nuove esigenze del mercato...

Esattamente. Siamo partiti con quella che sembrava un'avventura ma che, nel giro di pochi anni, ci ha dato ragione: solo nella microgenerazione dal 2008 ad oggi abbiamo distribuito oltre 250 motori. E oggi in fiera portiamo motori di potenza superiore, made in EU di origine Ceca.

Biogengas, invece, ci ha spiegato che non esiste l'impianto a biogas buono per tutti: ogni impianto va tarato sulle reali necessità e sul ciclo produttivo dell'azienda che lo dovrà ospitare. Con le parole di Maurizio Marzona:

Ogni azienda agricola è diversa da un'altra. Ci sono aziende che producono vacche la latte, o da carne o suini. In base alla tipologia dell'azienda noi possiamo impostare l'impianto su misura in base al refluo che esce dall'azienda.

Facciamo un esempio: azienda zootecnica con 3-400 vacche in allattamento.

Quattrocento vacche da latte in mungitura vuol dire 800 animali, perché c'è la rimonta. Per una azienda del genere possiamo ipotizzare un impianto da 100 kW, che produce costantemente. La cosa buona è che 100 kW è la potenza maggiore che può essere immessa in rete in bassa tenzione e non è soggetta all'iscrizione al registro del GSE. Quindi entra in rete e produce nel più breve tempo possibile. Un impianto su misura per una azienda zootecnica italiana.