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stati generali green economy 2013Ieri giornata conclusiva degli Stati generali della green economy, a Rimini. La via per uscire dalla crisi, è ribadito ancora, passa per il rilancio dello sviluppo economico in chiave sostenibile. A sottolinearlo a Ecomondo anche il presidente degli Stati generali, Edo Ronchi.

Lanciato un chiaro messaggio al Governo: “La green economy è la via maestra per uscire dalla crisi. Attenzione a non subire solo le emergenze, ma occorre alzare la testa, guardare cosa fanno i paesi più avanzati. Per aprire nuove strade, è necessario rottamare le vecchie idee di sviluppo,” spiega.

Le novità del 2014 sono state le 7 sessioni tematiche di approfondimento, che hanno elaborato alcune proposte. Una delle più importanti riguarda l'occupazione giovanile con un Piano Nazionale dedicato, in grado di dare vita a 460.000 nuovi posti di lavoro con un programma di rafforzamento dell'efficienza energetica, 30.000 da una gestione più efficiente della raccolta differenziata, 190.000 già ottenuti nel solo 2013 per la realizzazione e gestione di impianti di fonti rinnovabili e migliaia nelle 49.709 aziende bio italiane e nel futuro decommissioning delle centrali nucleari.

Inoltre, per favorire l'occupazione giovanile si è parlato anche di ridurre in maniera significativa per almeno tre anni il prelievo fiscale. Così la green economy può sperare di contrastare la crisi economica e la disoccupazione che essa ha generato, soprattutto tra i giovani. Niente lavoro per il 41%.

Ne sono convinti anche gli imprenditori. Il Rapporto Fondazione-ENEA “Le imprese della green economy”, ha coinvolto 437 imprenditori di tutti i settori più rappresentativi della green economy, scoprendo che oltre il 90% delle imprese verdi è convinto che la produzione green possa contribuire alla ripresa.

Le imprese della green economy - ha detto il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti - sono imprese nuove che creano nuovi posti di lavoro. Dobbiamo aiutare queste realtà con regole semplici, certe, che durino nel tempo”.

In Italia - ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - le imprese della green economy, sia core green, cioè quelle che producono beni e servizi ambientali, sia go green, che adottano cioè modelli di business ambientale, hanno un peso rilevante spesso sottovalutato. Il loro sviluppo può trainare la ripresa economica”.

Tra i temi affrontati anche il manifatturiero Made in Italy, per il quale sarebbero necessarie 5 azioni: la revisione e la riallocazione in chiave di green economy e di ecoinnovazione degli incentivi distribuiti all'industria; un rafforzamento green delle principali filiere produttive (agroalimentare, energia, turismo chimica, tessile ecc); un programma di risanamento e riqualificazione ambientale degli impianti e delle produzioni ad alto impatto; il lancio di speciali iniziative nazionali di valorizzazione green del tessuto produttivo attraverso la produzione del “Made Green in Italy”; il sostegno alle start up di imprese giovanile della green economy.

Francesca Mancuso

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