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Una ricercatrice italiana Elena Kummer ha vinto il Lush Prize 2015, il più grande premio nel campo della sperimentazione non animale. Assegnato un fondo di 450 mila sterline a progetti di ricerca per sostituire i test di sperimentazione animale con tecnologie del 21° secolo.

La donazione è destinata a supportare le eccellenze scientifiche che perseguono l’obiettivo di abolire la sperimentazione animale promuovendo alternative più sicure ed efficaci. Il fondo è stato suddiviso tra scienziati e progetti di ricerca capaci di distinguersi in maniera eccellente per promuovere l’abolizione dei test sugli animali.

I vincitori provengono da 9 Paesi diversi e sono stati individuati da una giuria internazionale di esperti provenienti da una selezione di 51 team scientifici, organizzazioni e ricercatori individuali.

Il Lush Prize 2015 è alla sua quarta edizione e assegna annualmente appunto un fondo di 250 mila sterline. L'obiettivo è sostenere quei progetti che si sviluppano con l’obiettivo di eliminare la sperimentazione animale nella tossicologia (test chimici).

Vista l’eccellenza dei progetti presentati quest’anno la filiale nord Americana di Lush ha deciso di aggiungere al premio una somma ulteriore di 200 mila sterline.

Scienza, Formazione, Giovani Ricercatori, Sensibilizzazione Pubblica e Lobbying sono le aree in cui sono stati suddivisi i progetti presentati, in più – novità 2015 – è stato assegnato il premio Black Box, devoluto a 5 scienziati per l’operato svolto nella prima mappatura dei “passaggi chiave della tossicità umana”. Hanno infatti inventato un nuovo test tossicologico totalmente cruelty-free che rivela il modo in cui le reazioni tossiche si evolvono nell’organismo umano. Questo test è il primo del genere a dimostrare il modo in cui gli agenti chimici costruiscono nell’organismo umano un percorso metabolico completo, denominato in campo scientifico “Adverse Outcome Pathway”; un metodo di rilevanza tale da essersi guadagnato il riconoscimento ufficiale dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che lo ha introdotto nelle guideline sui test di tossicità. Secondo la giuria, la mappatura di questi passaggi, realizzata utilizzando tecnologie del 21° secolo come la genetica e l’elaborazione dei dati per mezzo di computer, può rappresentare il primo passo verso un futuro in cui una scienza molecolare superiore possa sostituire completamente la superata e imprecisa tecnologia che prevede test in laboratorio su mammiferi vivi.

Rob Harrison, uno dei Direttori del Lush Prize, commenta: “Sentiamo spesso parlare di quanto i test sugli animali siano crudeli e inaffidabili, ma allo stesso tempo vogliamo abbracciare il futuro della scienza del 21° secolo, dove la ricerca è la cosa più importante. I modelli di coltura 3D e i sistemi ‘body-on-a-chip’ sono solo alcuni dei fantastici progetti che abbiamo premiato quest’anno. Avere dei vincitori per il premio Balck Box alla sola quarta edizione del Lush Prize è segno di quanto gli scienziati ritengano cruciale il superamento della sperimentazione animale.

Tra i vincitori dell'edizione 2015 c'è anche una giovanissima ricercatrice italiana, Elena Kummer, che si è aggiudicata 10 mila sterline per un progetto di ricerca sugli allergeni sviluppato nell’ambito dell’Università degli Studi di Milano.

Sono davvero molto orgogliosa di questo riconoscimento, che potrà rappresentare un passo avanti nell’abolizione della sperimentazione sugli animali in ambito cosmetico. Lo scopo del mio progetto è proprio quello di fornire un metodo basato sull’uso di una linea cellulare, per la valutazione del potenziale sensibilizzante di composti chimici e per la valutazione della loro potenza. L’obiettivo ultimo è quello di cercare di rimpiazzare l’attuale Test del Linfonodo Locale (LLNA), che prevede l’utilizzo del topo, e che è ad oggi utilizzato come riferimento per l’identificazione dell’allergenicità dei nuovi composti chimici immessi sul mercato, dice la vincitrice.

Lei stessa spiega poi che l'ipotesi si basa sullo studio della forza di attivazione della Protein Chinasi C (PKC), una proteina coinvolta nella differenziazione delle cellule dendritiche e quindi nello sviluppo della dermatite allergica da contatto. Il grado di attivazione della PKC in risposta ad allergeni di differente potenza, potrà fornire informazioni utili per cercare di sostituire l’uso dell’animale nell’identificazione e nella caratterizzazione del potenziale allergico delle sostanze.

LUSHawards 239

Ad oggi, grazie al Lush Prize sono stati devoluti 1,2 milioni di sterline per porre fine alla sperimentazione animale. L’Italia vanta 2 vincitori tra i premiati al Lush Prize 2013: nella categoria “Giovani Ricercatori”, Simona Martinotti per la ricerca nella cura delle ferite con rimedi a base di prodotti naturali e medicina naturale e, nella categoria “Formazione”, Anna Maria Bassi, LARF per lo sviluppo e il lancio di corsi di formazione nella ricerca su culture di cellule animal free in accordo con le leggi. Si aggiunge quindi Elena Kummer nel 2015 nella categoria “Giovani Ricercatori”.

Anna Tita Gallo

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