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coca cola semafori 450Il 20% di calorie in meno per Coca Cola, Pepsi ed altri big delle bevande gassate made in Usa: è la svolta – almeno apparente – contro l’obesità e a favore della sensibilizzazione perché i consumatori adottino stili alimentari salutari.

LA PROMESSA – L’annuncio è stato dato alla Clinton Global Initiative e si tratta, di fatto, della reazione alle critiche perenni rivolte all’industria di bevande, da sempre accusata di proporre al mercato prodotti alimentari dannosi per la salute, soprattutto se consumati in maniera continua e senza freni.

Sappiamo bene che l’obesità negli Usa è una piaga, in particolare in età scolare, ma questa svolta sembra proprio la risposta a tutte le critiche che volevano Coca Cola e simili responsabili per gran parte di questo fenomeno. Soltanto un dato: il governo Usa parla del 34% di adulti obesi tra il 2007-08. Un ente valutatore esterno si occuperà di monitorare i progressi, anche se non è chiarissimo quante calorie rientrino in quel 20%. La misura dovrebbe essere basata sui volumi di vendita, sulle calorie per porzione e sulla popolazione Usa.

COSA CAMBIERA’ – Ebbene, entro 10 anni le calorie saranno del 20% in meno. Già nel 2006 c’era stato un intervento per limitare le quantità destinate ai bambini in età scolastica e le calorie erano state ridotte drasticamente tra il 2004 e il 2010 del 90%.

L’obiettivo quindi sarà raggiunto entro il 2015, attraverso vari mezzi, in primis educando a ridurre le calorie assorbite attraverso ciò che le persone bevono, a cui si aggiungono iniziative come l’offerta di bevande a zero calorie o comunque ad apporto ridotto. Non mancheranno le bottiglie di acqua. Education, marketing e packaging: sono queste, in buona sostanza, le leve che consentiranno il cambiamento.

FINTO IMPEGNO? – Purtroppo, qualche sospetto viene. Recentemente, la Coca Cola ha introdotto il semaforo rosso per indicare l’elevato contenuto di zuccheri nelle sue bevande. Ma il rosso è stato scelto soltanto per la versione classica, mentre Diet e Zero riportano quello verde. Il motivo è intuibile: occorreva spingere le vendite di queste due versioni. Ma sono davvero così salutari?

Anna Tita Gallo

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