Menu

gelatopistacchio

Quando un gelato può definirsi “artigianale”? Lo sa molto bene adesso Grom, che ha dovuto eliminare questa parola dal suo sito Web dopo una diffida del Codacons. Ma è una battaglia che va avanti da anni e che solo ora, per i gelatai, si trasforma in una piccola rivincita.

IL PROBLEMA – Se Grom ha subito questa decisione del Codacons, in realtà sono in molti a definire così il loro gelato. Ma non c’è una vera distinzione, con caratteristiche precise che la legge indica per distinguere artigianale, industriale e via dicendo.

IL CASO GROM – In sostanza, Grom – dice il Codacons – non è sotto accusa per la qualità del prodotto, ma per quel termine in sé. Innanzitutto è una Spa, quindi un’azienda di grandi dimensioni, inoltre il gelato non viene prodotto nei vari punti vendita, ma in una sede unica a Torino, da dove poi le miscele congelate vengono spedite ai vari rivenditori, fino a New York, Tokyo, Parigi, Osaka a Malibu.

Grom, a dire il vero, è nel mirino da tempo. Nel 2012 a scatenare la polemica (e a porre il problema sotto gli occhi di tutti) erano stati articoli come quello del Fatto Alimentare “Grom: l`industriale che prepara il gelato artigianale fa concorrenza alle gelaterie? Tutti i segreti dei veri e finti artigiani”.

Grom non utilizza emulsionanti e aromi, in effetti il gelato lo prepara a tutti gli effetti utilizzando anche materie prime biologiche e frutta di stagione. “Vogliamo un gelato senza additivi per questo non usiamo i mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari e come addensante abbiamo scelto la farina di semi carrube”, diceva all’epoca Guido Martinetti.

Solo che poi la miscela si surgela e viene mantecata nei vari punti vendita. Il risultato è di qualità, ma differente rispetto a quello dei gelatai che rivendicano per il loro prodotto il titolo di “artigianale” in esclusiva.

GELATO ARTIGIANALE PENALIZZATO – In Italia sono in molti a produrre gelato davvero artigianale e sono ben 39 mila i loro punti vendita. Coldiretti ha tentato di porre il problema all’attenzione della Commissione Ue schierandosi nettamente contro la volontà di imporre all’Italia l’eliminazione del divieto dell’utilizzo di latte in polvere.

Ma resta comunque possibile l’utilizzo di aromi e coloranti, quindi una certa penalizzazione dei produttori artigianali resta. Concorrenza sleale? In un certo senso sì, finché non ci sarà una normativa trasparente e chiara che permetterà ai produttori di gelato davvero artigianale di essere individuati come tali e al consumatore di riconoscerli senza nutrire sospetti.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

Formaggi con latte in polvere e nuovi OGM in arrivo: il TTIP passa nella sua versione peggiore

Decreto agricoltura, è legge: basta per rilanciare la filiera del latte?

Swedish glace: Algida strizza l'occhio a vegani e intolleranti. Nuovo gelato a base di Soia e senza glutine

GreenBiz.it

Network