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ntella delhaizeDelhaize potrà ancora vendere sugli scaffali la sua “Choco” senza cambiare una virgola della sua comunicazione né una lettera del nome del prodotto. Lo ha deciso il tribunale di Bruxelles nella prima fase dello scontro tra la catena di supermercati e Ferrero.

Il tribunale di Bruxelles ha quindi dato ragione alla Delhaize, che vende però un prodotto senza cioccolata. Questo è il motivo che ha portato Ferrero a innescare la battaglia legale, chiedendo una sanzione tra 1.250 e 100 mila euro per infrazione.

In particolare, nel mirino di Ferrero vi erano sia una campagna di comunicazione ingannevole che lo stesso nome del prodotto.

Ma per i giudici, al contrario di quanto afferma Ferrero,l’azienda belga non vuole lasciar intendere che il cioccolato sia nella lista degli ingredienti del prodotto, bensì che il prodotto abbia quel sapore.

Non solo. Quel “Choco”, secondo il tribunale di Bruxelles, non evoca la nostra Nutella ma si riferisce a “chocoladepasta”, che identifica tutte le creme simili, quelle a base di cacao in polvere, zucchero e olio vegetale (anche Ferrero sul sito olandese usa la stessa espressione).

Altra questione, quella relativa alla campagna sull’olio di palma. Ferrero ha puntato il dito contro alcune presunte affermazioni ingannevoli che di fatto vanno a colpire il suo prodotto e farebbero giungere fino al consumatore dati errati dal punto di vista ambientale e nutrizionale. Si tratta in particolare di annunci in cui Delhaize afferma che Choco ha il 48% di grassi in meno delle creme tradizionali e non viene utilizzato olio di palma per la tutela di ambiente e della salute. Tutto regolare per il tribunale di Bruxelles, che respinge quindi il ricorso di Ferrero.

Anna Tita Gallo

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