Menu

mappa olio di palmaL’olio di palma, una delle risorse più discusse e utilizzate dall’industria alimentare e non nel mondo, viene coltivato su 40 milioni di ettari di terreno in tutto il Pianeta. La maggior parte dell’olio di palma proviene da Indonesia e Malesia, mentre la produzione è in aumento in Africa Centrale e America Latina. Le mappe dell’olio di palma aiuteranno a garantire una maggiore trasparenza?

Sarebbe importante sapere esattamente come questo olio viene coltivato e come sia prodotto. In questo modo le aziende potrebbero scegliere più facilmente i fornitori davvero sostenibili, evitando le realtà complici della deforestazione.

Una nuova iniziativa in proposito proviene da WRI e Roundtable Sustainable Palm Oil (RSPO) e mia a fare luce su come le piantagioni di olio di palma mettano in pericolo le foreste. Una conoscenza più approfondita permetterà alle aziende di rendere maggiormente sostenibile la propria filiera produttiva.

Global Forest Watch Commodities, una nuova piattaforma creata da WRI e da più di 40 partner, combina le mappe dei siti di produzione di olio di palma certificati da RSPO con i dati forestali globali relativi a perdita di copertura arborea, foreste primarie e concessioni di terreno legali. In questo modo le aziende potrebbero ridurre il rischio che l’olio di palma acquistato contribuisca alla deforestazione.

RSPO è una certificazione molto criticata, ritenuta non del tutto sostenibile, poiché non garantirebbe la difesa delle foreste ai massimi livelli. Il nuovo sistema di mappe dell’olio di palma dedicato alle aziende sarà dunque affidabile?

Purtroppo la produzione di olio di palma ha devastato aree significative delle foreste tropicali del mondo, specialmente in Asia Sud-Orientale e ha messo in pericolo la qualità dell’acqua e la fertilità del suolo.

Secondo RSPO, le nuove mappe dell’olio di palma saranno fondamentali per fornire alle aziende informazioni chiare e univoche. RSPO sostiene che tutte le proprie realtà certificate soddisfino gli standard anti-deforestazione. In questo modo, a parere di RSPO, anche multinazionali come Unilever, Nestlé e Mars (tra le aziende alimentari più inquinanti del mondo) potranno garantirsi una fornitura di olio di palma sostenibile. I dati potrebbero anche aiutare la RSPO stessa a rendersi più efficiente nel valutare e nel rispondere alle denunce presentate contro i membri certificati, dato che, sempre a parere di RSPO, tra Governi e aziende circolerebbero informazioni discordanti.

mappa olio di palma 1

Nei prossimi mesi WRI spera di arricchire le informazioni disponibili con le mappe di tutti i membri della RSPO (secondo cui il problema della deforestazione è maggiore nelle aree non certificate), le mappe dei piccoli produttori (dato che le mappe RSPO riguarderebbero solo il 70% della produzione sostenibile e certificata di olio di palma) e le mappe di altre materie prime con implicazioni forestali, come soia, carne di manzo e cellulosa, con l’obiettivo di rendere i dati e le mappe disponibili al pubblico e alle aziende.

mappa olio di palma 2

Ci sarà comunque ancora una lunga strada da percorrere per rendere sostenibile la coltivazione di palme da olio e la produzione di olio di palma, ma i primi provvedimenti lasciano ben sperare per il futuro, sempre nella speranza che RSPO si comporti in modo onesto e punti davvero ad arginare la deforestazione, senza premiare i produttori che minacciano le foreste.

Marta Albè

Leggi anche:

RSPO: la certificazione (non) sostenibile per l’olio di palma

Perché le aziende del biologico utilizzano l'olio di palma?

Olio di palma: un'etichettatura obbligatoria entro il 2014?

GreenBiz.it

Network