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ogm agricoltura biologica indiaGli Ogm minacciano la sicurezza alimentare e non risolvono il problema della povertà e della fame in India. Nonostante ciò, il Governo indiano rischia di cadere sempre di più nelle mani delle multinazionali biotech, che promuovono le sementi Ogm proprio come soluzione alla fame e alla povertà, con la promessa di mettere a disposizione nuovo cibo per 800 milioni di indiani.

Ma secondo Dilnavaz Variava, che si trova a capo della divisione consumatori di Alliance for Sustainable and Holistic Agriculture, ricorda che molti agricoltori dell’India stanno già coltivando senza pesticidi né fertilizzanti di sintesi e seguendo i metodi dell’agricoltura biologica.

A suo parere la soluzione al problema della fame risiede in un approccio agro-ecologico. Lo hanno ormai adottato oltre 1 milione di agricoltori indiani in circa 10 mila villaggi, che ora coltivano con grande successo e in modo naturale più di 3,5 milioni di acri di terreno.

La autorità, corteggiate dalle multinazionali, fingerebbero di non accorgersi del fenomeno. L’India ha abbastanza cibo a disposizione, eppure 200 milioni di abitanti soffrono ancora la fame. La soluzione non sono gli Ogm, secondo Variava, e il problema non riguarda la scarsità della produzione alimentare (che in realtà è abbondante) bensì la distribuzione dei prodotti, l’accesso fisico ed economico ad essi. La povertà e gli sprechi alimentari nel sistema di distribuzione pubblico sono le vere cause dell’insicurezza alimentare.

Inoltre, la sicurezza alimentare sarebbe diminuita proprio in quelle nazioni che hanno deciso di introdurre gli Ogm e che nello stesso tempo non hanno risolto le questioni della fame e della povertà. In Paraguay, dove il 65% dei campi è coltivato con Ogm, la povertà è cresciuta dal 12% al 25% dal 2004 al 2012.

In India la coltivazione di Ogm rappresenta un costo proibitivo per gli agricoltori, che sono costretti ad acquistare fertilizzanti di sintesi, diserbanti ed altri prodotti, oltre che a dover pagare delle roialty alle multinazionali biotech.

I metodi biologici, che escludono gli Ogm, potrebbero arricchire i guadagni pro capite dei contadini del 250%. Ne beneficerebbe anche il mercato delle esportazioni, che genererebbe 87 miliardi di dollari in export e 2 milioni di nuove opportunità di lavoro nel corso di cinque anni. Dunque sarebbe più logico e vantaggioso anche dal punto di vista economico favorire l’agricoltura biologica e mettere al bando le coltivazioni transgeniche in India.

Marta Albè

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