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agricoltura sostenibile biologicaInvestire in agricoltura sostenibile convertendo le aziende agricole convenzionali, al di là del biologico.

Una fondazione con sede a San Francisco si propone di indirizzare le aziende agricole convenzionali verso un cammino di sostenibilità fornendo alte rendite agli investitori.

Dal 1989 negli Stati Uniti le rendite sui terreni agricoli sono aumentate del 38%, ma il costo dei fattori di produzione, con particolare riferimento ai fertilizzanti, è salito nel contempo del 325%. Sembra giunto il momento per le aziende di iniziare a produrre cibo sano senza danneggiare l’ambiente e rispettando la fertilità del suolo.

Farmland LP vorrebbe convertire le aziende agricole convenzionali di medie dimensioni seguendo un sistema che renda l’intera produzione più sostenibile. Ecologia, biodiversità e rispetto della terra nel lungo periodo sono i principi fondamentali.

Al momento Farmland LP ha in gestione cinque aziende agricole per un valore di 50 milioni di dollari, a Est di San Francisco e nella Willamette Valley, in Oregon. Si tratta di un approccio che elimina la necessità di coltivare mais e soia per l’alimentazione animale e che produce la stessa quantità di cibo dell’agricoltura convenzionale, ma risulta più redditizio, poiché i costi di produzione sono più bassi.

Secondo l’US Department of Economic Research Service dal punto di vista dell’agricoltura e degli imprenditori agricoli, il calo delle rendite degli ultimi decenni è dovuto all’aumento dei costi di fertilizzanti, erbicidi pesticidi, OGM e carburante.

Le conversioni delle aziende all’agricoltura sostenibile possono andare oltre il biologico. Con il biologico si stima che le rendite per gli investitori salgano del 6-8% netto dopo che i terreni hanno ottenuto la certificazione. Il problema riguarda i costi per gli agricoltori, che risultano inferiori nelle annate di raccolto scarso e maggiori quando i raccolti sono più ricchi.

La questione è complessa, ma la scommessa continua, dato che, secondo la fondazione di San Francisco, il flusso di denaro che si può generare con l’agricoltura sostenibile è lo stesso che si otterrebbe con le coltivazioni convenzionali. Dunque scegliendo la sostenibilità e con il giusto approccio, le aziende agricole non rischiano di andare in perdita.

Una parte dei ricavi è stata ottenuta grazie alla vendita di sementi biologiche e all’allevamento di bovini, ovini e suini che si nutrono nei pascoli su terreni in fase di conversione. Secondo Farmland LP, i ricavi potenziali per gli agricoltori biologici possono raggiungere una somma compresa tra i 20 mila e i 50 mila dollari per acro.

Per un’agricoltura più sostenibile il progetto propone di piantare coltivazioni di copertura annuali, come trifoglio e legumi, che aiutano a ripristinare la fertilità del terreno. Di solito l’agricoltura biologica ricorre a concimazione naturale con composto o letame. L’alternativa dell’agricoltura sostenibile è la creazione di pascoli per il bestiame, che nello stesso tempo funzionano anche come coltivazioni di copertura per arricchire i terreni.

L’idea complessiva è che le coltivazioni e il bestiame lavorino insieme per rigenerare il suolo. Coltivare piante con radici profonde contribuisce a creare pascoli ricchi di sostanze nutritive per gli animali. Le radici stesse, che rimangono nel terreno, decomponendosi diventano parte del suolo e lo arricchiscono. Agricoltura biologica e sostenibile dunque dovrebbero agire in sinergia per un maggior rispetto dell’ambiente e per consentire agli agricoltori di ottenere rendite valide senza ricorrere a sostanze costose e pericolose per i terreni.

Marta Albè

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