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giovani agricoltura slow foodAria di novità per l’agricoltura italiana e in particolar modo per i giovani al Salone del Gusto 2014 in corso in questi giorni a Torino. Senza contadini e artigiani l’Italia perderà la sua storia, come ha fatto notare Carlo Petrini all’inaugurazione della manifestazione.

La speranza è che Expo 2015 riesca a tracciare un futuro per i giovani in agricoltura e non sia semplicemente una vetrina del Made In Italy per il mondo. Come riportare i giovani al lavoro agricolo?

Questo l’interrogativo più importante che Petrini ha rivolto al ministro delle Politiche Agricole Martina, a cui ha affidato una serie di proposte a costo zero destinate al Presidente del Consiglio.

1) Difesa del suolo agricolo

La prima proposta di Petrini riguarda la legge in difesa del suolo agricolo contro la cementificazione. Se vogliamo evitare i dissesti idrogeologici non si può più rimandare l’azione per interventi urgenti.

2) Nuove tecnologie

Il secondo suggerimento riguarda il rafforzamento delle nuove tecnologie, in modo che i giovani agricoltori possano farsi conoscere più facilmente e vendere i loro prodotti anche grazie a internet.

3) Semplificazione

Il terzo punto è incentrato sulla semplificazione della burocrazia. È necessario snellire le procedure per evitare che ci si perda tra le carte bollate. Una burocrazia più agile potrebbe favorire la nascita e lo sviluppo di nuove attività.

4) Università

La quarta questione riguarda l’università, che dovrebbe essere aperta all’insegnamento dei mestieri dell’agroalimentare, proprio in virtù del fatto che è uno dei pochi comparti della nostra economia che dà segnali positivi.

5) Accesso al credito

Il quinto punto è un vero e proprio appello alle banche: aprite linee di credito ai giovani contadini, senza speculare e tenendo conto dei tempi più lunghi che richiede l’avvio dell’attività agricola.

Maurizio Martina, incassando le proposte di Petrini e rilanciando le speranze per un’Expo da cui emergano le questioni centrali per nutrire il pianeta, ha indicato quattro sfide per il suo dicastero nei confronti delle piccole e medie imprese agricole:

“Crediamo che per l’agricoltura del futuro si debba investire in un reddito maggiore, un’organizzazione più forte, la difesa della biodiversità in quanto ricchezza e una maggiore presenza dei giovani in campo agricolo, che oggi rappresentano solo il 5%”.

Per Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino, l’intuizione di Slow Food è diventata sempre più senso comune: “Grazie al Salone del Gusto e Terra Madre, tutti noi oggi guardiamo al cibo con molta più attenzione e sensibilità. Mangiare bene è da sempre un’aspirazione dell’uomo, ma oggi si è tradotta in un diritto che va riconosciuto, esercitato e tutelato”.

Antonella Parigi, Assessore alla Cultura, Turismo della Regione Piemonte, punta i riflettori sulla cultura: “Ancor prima di essere un salone dedicato alla produzione agroalimentare, questo è uno straordinario appuntamento all’interno del quale si fa cultura. Ed è la cultura il vero valore aggiunto su cui il nostro Paese può giocarsi la propria competitività. Bisogna lavorare insieme e difendere la nostra identità: per questo sono molto grata alla concezione del mondo che sta dietro Slow Food, ancora più importante dell’impatto economico che la manifestazione ha sul territorio”.

Marta Albè

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