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agricoltura in reteSmart Farm, l’agricoltura italiana fa rete ed è sempre più in rete, cioè connessa ad internet e ai social network. Vi avevamo parlato qualche tempo fa del Job Sharing in agricoltura, il contratto di rete per i giovani innovatori, e di Job in Country, il portale e la app per offrire e cercare lavoro in agricoltura.

 

A confermare le nuove tendenze dell’agricoltura italiana è l’8° Rapporto Innovazione e Sostenibilità della Produzione Agricola dell’Osservatorio Innovazione Impresa Agricola. L’agricoltura italiana è impegnata a produrre di più, ma in maniera più rispettosa dell’ambiente, con meno superficie a disposizione da coltivare. Si tratta dell’intensificazione sostenibile, una vera e propria sfida per le nostre aziende agricole.

Come affrontarla al meglio? Le aziende agricole italiane sono sempre più impegnate a creare vere e proprie reti di imprese agricole per fare fronte insieme a necessità comuni, come l’acquisto di mezzi tecnici e meccanici o lo scambio di manodopera. Oltre 200mila aziende, oltre il 30% delle iscritte alle camere di commercio, hanno scelto questa strada.

Dal Rapporto emerge che l’utilizzo di strumenti informatici in agricoltura è sempre più diffuso: usa lo smartphone o il tablet per lavoro il 72% delle aziende più grandi, con oltre 500mila euro di fatturato, e il 72% degli allevatori, seguiti dai frutti-viticoltori (47%), dai cerealicoltori (44%) e orticoltori (40%). Fare rete ed essere connessi secondo l’Osservatorio è la strada giusta verso l’intensificazione sostenibile auspicata dalla FAO, l’unica in grado di creare occupazione anche per i giovani.

Il Rapporto 2014 nasce da un’indagine realizzata su tutto il territorio nazionale attraverso 500 interviste valide ad un campione rappresentativo delle oltre 740mila imprese iscritte alle Camere di Commercio, le aziende cioè maggiormente strutturate che realizzano il 95% del fatturato del settore e che occupano il 90% della superficie agricola nazionale. Tre i settori analizzati: quello dei seminativi, rappresenta il 45% del campione, frutta e vite il 33,6% e delle produzioni orticole il 21,4%.

La conclusione principale del rapporto è che la sostenibilità economica delle imprese agricole è prerequisito per un’attenzione alla sostenibilità ambientale: all’aumento della prima corrisponde una crescita della seconda. Un obiettivo che è anche un obbligo - come rilevato nel Rapporto dell’Osservatorio 2013 - sentito dagli imprenditori agricoli nei confronti delle generazioni future.

Marta Albè

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