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legno illegale stop italiaL’Italia sta preparando un doppio intervento per la salvaguardia del patrimonio forestale. Si tratta in particolar modo della gestione del legno illegale, dei boschi e dell’agricoltura di montagna.

In Italia arriva finalmente la nuova legge europea sul legno illegale. Legambiente, Greenpeace e altre associazioni ambientaliste hanno espresso soddisfazione per la pubblicazione, avvenuta il 10 dicembre 2014, del decreto legge che introduce nel nostro Paese i meccanismi necessari all’applicazione del regolamento europeo sul legno illegale.

L’UE proibisce l’immissione e il commercio in Europa di legno e prodotti derivati provenienti dal taglio illegale degli alberi. "Ora che finalmente anche il nostro Paese è in possesso di una norma che permette di adeguarsi ai regolamenti comunitari contro le importazioni di legno illegale, le associazioni ambientaliste ritengono di fondamentale importanza che si proceda all’immediata approvazione dei decreti ministeriali previsti e chiedono quindi un incontro con il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina".

Il Regolamento 995/2010 o EUTR (European Union Timber Regulation) è considerato fondamentale per la lotta alla deforestazione illegale che sta compromettendo le foreste del Pianeta. La norma, promossa dall'Unione Europea, prevede l’adozione di un sistema cosiddetto di "dovuta diligenza" da parte degli importatori, che dovranno mettere in atto tutte le misure necessarie per evitare che legno di origine illegale finisca nei prodotti che commercializzano, secondo quanto comunicato da Salva le Foreste, Osservatorio sulle foreste primarie.

Nel contempo il Mipaaf si sta concentrando sulla gestione dei boschi e sul sostegno all’agricoltura montana.

Saranno 2 le direttrici principali: valorizzazione e sostegno delle attività agricole in zone montane anche attraverso l'uso ottimale dei fondi europei e un piano operativo con le Regioni per la gestione del patrimonio forestale, che si inserisce nel quadro delle azioni di contrasto al dissesto idrogeologico.

"L'agricoltura di montagna è un presidio fondamentale per la vita di molti territori rurali” - ha dichiarato Martina – “ed è strategica per la lotta al dissesto idrogeologico. Parliamo di un settore che in Europa vale 30 miliardi di euro e che coinvolge più di 2,5 milioni di aziende agricole, di cui 280 mila sono italiane. Per questo abbiamo deciso di intervenire a favore delle aziende agricole di montagna, con scelte specifiche nell'ambito dell'applicazione della Politica agricola comune fino al 2020. Penso in particolare all'intervento che abbiamo deciso a favore della zootecnia di montagna, con oltre 50 milioni di euro all'anno per dare futuro ad un'attività centrale per la vita di quei territori”.

Allo stesso tempo con le Regioni il Mipaaf ha un piano operativo per la gestione dei boschi italiani. Investirà 1,8 miliardi di euro per la tutela, la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio forestale, che fino ad oggi non è stato adeguatamente curato. Parliamo di 11 milioni di ettari sui quali si interverrà per prevenire il dissesto idrogeologico, con l'obiettivo di far diminuire le frane, gli incendi e innescare un ciclo virtuoso dell'utilizzo degli "scarti" come biomasse.

Il ministro sottolinea che la filiera del legno in Italia dà lavoro a 700 mila persone. Per quanto riguarda gli agricoltori attivi, secondo la PAC 2014-2020 le persone fisiche o giuridiche che percepiscono aiuti diretti per un ammontare massimo di 5000 Euro nelle zone di montagna sono considerati agricoltori attivi (nelle altre zone il limite è di 1.250 Euro). Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in zone montane e/o svantaggiate è sufficiente il possesso della partita IVA attiva in campo agricolo

Consulta qui i principali interventi del piano per la gestione dei boschi e l’agricoltura di montagna.

Marta Albè

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