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ogm-tomateOGM, cosa è cambiato in Europa e nel resto del mondo nel 2014? L’opposizione agli OGM da parte di numerosi Paesi si è rafforzata, ma non sempre il parere contrario dei cittadini e di alcuni politici riesce ad avere la meglio. Ci troviamo in un periodo di grande rivoluzione.

È necessario valutare molto bene gli impatti degli OGM sull’agricoltura biologica e convenzionale, sull’ambiente e sulla salute, prima di decidere se lasciare spazio sul proprio territorio alle multinazionali biotech. Secondo gli ultimi studi, sarà l’agricoltura biologica a salvare il mondo. Le coltivazioni OGM non bastano per risolvere il problema della fame e della cattiva distribuzione delle risorse.

Ecco cosa è cambiato in materia di OGM nel 2014 in diversi Paesi del mondo.

1) Europa

In Europa è appena stata approvata (17 dicembre 2014), con il sostegno della Commissione Ambiente, la nuova legislazione che permette agli Stati membri dell’UE di limitare o vietare la coltivazione di sementi geneticamente modificate sul proprio territorio. L’accordo entrerà in vigore nella primavera del 2015 e ha l’obiettivo di garantire maggiore flessibilità agli Stati che vogliano limitare o vietare la coltivazione di OGM. Gli Stati ora potranno vietare o limitare gli OGM senza il rischio di finire in tribunale, come comunicano gli eurodeputati.

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Le nuove norme dovrebbero consentire di motivare il divieto sia per ragioni di politica ambientale, sia per quanto riguarda i rischi per la salute e per l’ambiente rilevati dalle valutazioni scientifiche. Gli Stati membri dovranno garantire che le colture OGM non contaminino altri prodotti, con particolare attenzione alle contaminazioni transfrontaliere. Al momento in UE sono soltanto 5 gli Stati che coltivano ancora OGM: Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013. secondo i dati Coldiretti. Il testo verrà votato nella sessione plenaria del 13 gennaio 2015 a Strasburgo.

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2) Francia

La Francia ha deciso di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio annunciandolo già a maggio 2014, prima che fosse raggiunto l’accordo Europeo. Il 14 aprile di quest’anno l’Assemblea Nazionale ha approvato un progetto di legge che proibisce la coltivazione di OGM e poco dopo, grazie all’intervento del Parlamento francese, il divieto è diventato definitivo con l’intenzione di estenderlo a qualsiasi OGM che l’Europa potrà approvare in futuro.

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3) Russia

Ad aprile 2014 il primo ministro Dmitrij Medvedev ha dichiarato che la Russia non importerà prodotti OGM e che il Paese ha abbastanza spazio e risorse per produrre alimenti bio. La coltivazione di OGM in Russia era già regolata da severi divieti. In precedenza, il ministro dell’Agricoltura Nikolaj Fedorov aveva dichiarato che la Russia avrebbe dovuto rimanere libera da Ogm e la Duma aveva supportato la messa al bando del commercio di prodotti transgenici.

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4) Cina

A luglio 2014 la Cina ha detto stop alle importazioni di mais OGM dagli Usa. Il Governo cinese ha sospeso il rilascio del permesso per l’importazione di materie prime provenienti dagli Stati Uniti destinate ai mangimi animali, con particolare riferimento agli OGM. In Cina il mais Syngenta è ancora in fase di valutazione e dunque non viene al momento annesso per l’importazione.

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5) India

L’impiego di Ogm e pesticidi di sintesi in India ha portato al suicidio almeno 300 mila contadini, distrutti dai debiti per l’acquisto delle sementi e degli agrofarmaci, con la promessa del tutto falsa che avrebbero permesso loro di incrementare raccolti e reddito. Ma non è stato così. Il 70% dei contadini indiani è indebitato, ha spiegato di recente Vandana Shiva. A suo parere si tratta delle conseguenze dello sfruttamento dei brevetti e della pratica di monopolizzare le informazioni.

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Ecco che allora il Governo indiano sta puntando sempre di più sull’agricoltura biologica per arginare la diffusione degli OGM. A partire dalla creazione di villaggi modello e dal coinvolgimento di 5 milioni di contadini in 100 mila villaggi. È prevista la realizzazione di numerosi ecovillaggi nel corso del tempo, con l'obiettivo di rafforzare la lotta all'uso smodato di pesticidi. Presso il Dipartimento di Agricoltura Biologica dell'Università di Tamil Nadu avverranno la produzione e la sperimentazione di nuovi fertilizzanti biologici per sostituire i prodotti inquinanti.

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6) Brasile, Cile e Sri Lanka

La Corte d’Appello brasiliana ha stabilito all’unanimità di bloccare la coltivazione del mais OGM di Bayer. Il Cile ha ritirato il disegno di legge che avrebbe costretto gli agricoltori ad acquistare i semi del patrimonio locale presso le multinazionali biotech, per via dei brevetti. Episodi simili sarebbero in corso anche in Colombia, Argentina, Venezuela e Messico. Lo Sri Lanka ha richiesto la messa al bando dell'erbicida Roundup, che sarebbe correlato alla diffusione di gravi malattie tra gli agricoltori. Anche l'Olanda quest'anno si è dichiarata pronta a mettere al bando la vendita dell'erbicida Roundup di Monsanto, dopo Russia, Tasmania e Messico.

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7) Hawaii

Le Hawaii, stanche di essere inondate dai pesticidi utilizzati dalle multinazionali biotech nelle coltivazioni OGM, hanno deciso di indire un Referendum, che ha portato alla sconfitta di Monsanto e alla vittoria dei cittadini. A Maui la nuova moratoria richiede una completa sospensione della coltivazione di campi OGM fino a quando studi decisivi proveranno che gli alimenti geneticamente modificati sono sicuri.

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8) Usa

Referendum per l’etichettatura OGM in Colorado e Oregon lo scorso novembre hanno vinto le multinazionali, che hanno investito migliaia di dollari per evitare l’entrata in vigore delle nuove regole destinate all’industria alimentare. I consumatori hanno perso il diritto di conoscere la verità sul contenuto degli alimenti che acquistano normalmente al supermercato, ma continueranno a dare battaglia e prima o poi le aziende dovranno adeguarsi.

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9) Australia

In Australia l'agricoltore biologico Steve Marsh ha perso la certificazione della propria azienda a causa delle contaminazioni dovute al suo vicino, coltivatore di OGM. L'uomo ha dunque intentato una causa per ricevere un risarcimento dei danni, ma ha perso clamorosamente. Una nuova vittoria per Monsanto, ma anche una prova importante di come le contaminazioni causate dagli OGM possano danneggiare l'agricoltura biologica.

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10) TTIP

Le multinazionali biotech negli Usa sono ancora molto forti e ora si teme che con l’entrata in vigore del TTIP i prodotti OGM a stelle e strisce possano arrivare sul mercato europeo senza indicazione alcuna che li possa distinguere dai prodotti convenzionali. Dovremo attendere il 2015 per comprendere quali saranno le conseguenze per l’Europa sia del TTIP che dei nuovi regolamenti sulla libertà degli Stati membri di vietare o limitare gli OGM.

Le mappe della coltivazione di OGM nel mondo

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Marta Albè

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