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agricoltura italiana inea 20132013, l'anno della ripresa per l'agricoltura italiana. Inea, istituto Nazionale di Economia Agraria, ha da poco presentato l'Annuario dell'Agricoltura Italiana riferito al 2013. Nel 1947 fu presentato il primo volume di una serie fino ad oggi mai interrotta.

Rispetto al passato, secondo quanto comunicato da Inea, l'agricoltura italiana non vanta più posizioni di spicco sulle principali variabili macro-economiche, ma ha conquistato molti altri primati che, ugualmente, danno la misura di quanto essa rappresenti ancora un potente motore per la crescita e il benessere socio-economico nazionale.

Non si è comunque modificata la centralità che il settore agricolo riveste nell'economia nazionale, quanto meno dal punto di vista della sua capacità di assicurare la vitalità delle vaste aree rurali del paese, il mantenimento di un equilibrio territoriale e ambientale, la cui fragilità appare ormai tragicamente sempre più evidente, la preservazione di un patrimonio paesaggistico ed eno-gastronomico su cui si basano fondamentali prospettive per il futuro sviluppo del Paese.

L'Annuario dell'Agricoltura Italiana 2013 presentato da Inea rappresenta un'ampia raccolta di dati sulle dinamiche del settore. L'annuario presenta, al fianco degli andamenti delle principali componenti del sistema agroalimentare nazionale, analisi più originali sui processi di diversificazione e di ampliamento dell'attività agricola nella direzione della fornitura di beni e servizi alla collettività, sull'evoluzione del mercato fondiario, sull'impiego di lavoro straniero in agricoltura e sulla dimensione del sostegno pubblico agli operatori del settore primario.

Durante l'incontro organizzato da Inea a Roma per la giornata di ieri, 23 dicembre 2014, sono stati presentati anche i risultati della monografia di approfondimento dell'Annuario, La cooperazione: una nuova centralità nello sviluppo del sistema agroalimentare italiano, che approfondisce la tematica nella sua dimensione produttiva, distributiva e sociale.

Una sintesi dei dati principali comunicati da Inea evidenzia che il 2013 segna per il settore dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca una ripresa, che ha avuto il merito di invertire il segno del brusco risultato recessivo accusato nell'annualità precedente, ricollocando la branca all'interno del suo tradizionale ruolo anticiclico. L'esame per singole componenti evidenzia che la dinamica positiva va ascritta esclusivamente all'agricoltura in senso stretto, in quanto vi è stato un arretramento del comparto della pesca, e una situazione di stazionarietà della silvicoltura.

L'agricoltura in senso stretto ha raggiunto nell'anno in esame un valore della produzione di oltre 52.500 milioni di euro, con un discreto livello di crescita (+3,6% in valori correnti), che si mostra ancora più accentuato nel caso del valore aggiunto (+6,2%).

Nell'anno, infatti, la produzione è stata trainata da una crescita complessiva dei prezzi (+3,9%); al contempo, non ha subìto forti erosioni per il contestuale contenimento dei consumi intermedi (cresciuti solo moderatamente in valori correnti), i quali hanno registrato una nuova riduzione delle quantità utilizzate che ha interessato la maggior parte delle voci di impiego.

Il 2013 ha segnato, quindi, un ulteriore lieve miglioramento nel rapporto tra l'indice dei prezzi della produzione agricola e l'indice dei prezzi dei consumi intermedi, con la ragione di scambio che è tornata a superare il valore di parità. L'analisi di dettaglio sui consumi intermedi pone in luce come questo risultato sia riconducibile alle sole produzioni vegetali, mentre il differenziale negativo è tornato, a essere evidente per il comparto zootecnico, risentendo del maggiore incremento dei prezzi registrato dai mangimi, che da soli pesano per il 29% sui consumi intermedi settoriali.

La produzione agricola nazionale è derivata per oltre la metà dalle coltivazioni e per un terzo dagli allevamenti. Rispetto al 2012, si è registrato un aumento del peso della prima componente e una riduzione della seconda, analizzando però le variazioni a valori concatenati emerge un quadro differente, con un arretramento generalizzato, in cui il segno negativo caratterizza indistintamente tutte le produzioni, sia agricole che zootecniche, fatta eccezione per le industriali, i prodotti vitivinicoli, la frutta e le uova. In generale, per concludere, le dinamiche osservate hanno come comune denominatore il perdurare delle condizioni di sofferenza determinate dalla crisi che ancora attanaglia l'economia nazionale, con accenti diversi all'interno dei singoli comparti.

Scarica qui l'Annuario dell'Agricoltura Italiana 2013 di Inea.

Marta Albè

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