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palm oilSono sempre più accese le discussioni sull'olio di palma per quanto riguarda la difesa della salute e dell'ambiente. La produzione di olio di palma è salita alle stelle negli ultimi 15 anni. Le aziende sembrano non poterne fare a meno e le foreste originarie, distrutte per fare spazio alle piantagioni, sono sempre più a rischio.

Un ingrediente economico e versatile per le aziende alimentari ma anche per l'industria cosmetica e della detergenza, ecco il maggior punto di forza dell'olio di palma. Alcune realtà, nel tentativo di rendersi più sostenibili nell'approvvigionamento di olio di palma, si sono unite a RSPO.

La Tavola Rotonda sull'Olio di Palma Sostenibile è stata speso criticata per il greenwahing e per il atto di permettere la deforestazione ad alcune società pur mantenendo la loro appartenenza al gruppo. Ora RSPO sembra aver preso posizione con la decisione di sospendere oltre 100 dei propri membri per non aver presentato la propria relazione annuale all'organizzazione.

Si tratta di una comunicazione annuale sui propri progressi che le aziende devono presentare ogni anno. La mancata presentazione per tre anni di fila porta al termine immediato dell'adesione. Tra le aziende sospese troviamo Hain Celestial Group, impegnata, tra l'altro, nella produzione di detergenti.

Le società sospese non potranno utilizzare il marchio RSPO sui propri prodotti fino a quando non potranno garantire la conformità del proprio lavoro. Potrebbe trattarsi del segno di come RSPO si stia davvero occupando di mostrare i progressi ma anche gli insuccessi delle aziende. Dunque saranno necessari maggiori controlli rispetto ai singoli membri.

Le decisioni di RSPO non bastano comunque a fermare la crescita dell'industria dell'olio di palma, tanto che in Perù la foresta amazzonica si trova in serio pericolo. Nel Nord del Perù presto potrebbero nascere quattro nuove piantagioni per la coltivazione di palme da olio.

Ciò porterebbe all'eliminazione di 23 mila ettari di foresta pluviale primaria. A seguito di una recente decisione del Governo peruviano, le operazioni potrebbero iniziare presto nelle aree di Maniti e di Santa Cecilia.

Il Governo nazionali e alcuni governi regionali peruviani hanno adottato misure per promuovere e incentivare la coltivazione e quasi 1,5 milioni di ettari sono stati identificati come potenzialmente adatti per le palme da olio.

Ecco allora che l'olio di palma si trasforma in una delle più grandi minacce per l'Amazzonia peruviana. I piani avrebbero già ricevuto l'approvazione del Ministero dell'Agricoltura peruviano. Dopo Indonesia, Malesia e Ecuador, ci troviamo di fronte ad un nuovo territorio dal valore inestimabile svenduto per soddisfare le richieste delle multinazionali.

Marta Albè

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