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ulivi salento resistenti

Non tutti gli ulivi vengono colpiti dalla Xylella fastidiosa. In Salento sono state individuate 6 varietà di ulivi resistenti al batterio killer che potrebbero salvare il settore dell'olivicoltura.

Sono senza sintomi le varietà di ulivi Leccino, Frantoio, Coratina, Pendolino, Bella di Cerignola e Cipressino. Si tratta di un nuovo punto di partenza importante, utile ai ricercatori per salvare gli ulivi del Salento.

Le sei varietà di ulivi indicate non presentano sintomi di disseccamento e pare non siano soggette a questo problema. Anche nel caso delle altre varietà di ulivi gli esperti dovranno fare attenzione alle origini del disseccamento stesso. Infatti moli altri patogeni già noti, oltre alla Xylella, possono provocarlo.

Nelle zone più colpite dalla Xylella, sono invece 8 le varietà di ulivi interessate dalla comparsa del disseccamento: Ogliarola, Cellina, Carolea, Nocellara del Belice, Cima di Melfi, Nociara, Bianco Lilla e Ascolana.

I ricercatori fanno riferimento in particolar al disseccamento Co.Di.Ro., diverso da altri tipi di disseccamento ma difficile da individuare con precisione da parte dei non esperti. Ecco perché della questione continuerà ad occuparsi il Cnr di Lecce, con un'individuazione sempre più precisa delle piante colpite e degli ulivi sani.

È un'ottima notizia che in Salento siano state individuare delle varietà di ulivi resistenti. L'associazione La Voce dell'Ulivo (Alleanza di Produttori) sostiene che proprio queste varietà potranno salvare l'olivicoltura salentina. Si dovranno dunque studiare i meccanismi di difesa delle piante, che potrebbero aiutare a trovare una cura per gli ulivi malati.

L'Associazione Voce dell'Ulivo tiene a precisare che i monitoraggi proseguiranno, in modo particolare, sulle nuove varietà riscontrate indenni da disseccamento, in quanto le stesse sono rappresentate da popolazioni numericamente inferiori rispetto a quelle di Leccino e Frantoio.

Il Direttivo dell'Associazione, ha già concordato con il responsabile del Cnr di Lecce Dott. Giovanni Mita, di effettuare l'analisi genetica per la rispondenza scientifica dell'attribuzione dei nomi delle Cultivar summenzionate alle piante oggetto del monitoraggio.

"A questo punto ci corre l'obbligo di precisare" – ha sottolineato l'associaizone – "che i sintomi di disseccamento da Co.Di.Ro., pur avendo degli aspetti molto caratteristici, sono di difficile identificazione da parte di persone non addette ai lavori e spesso sono confusi con disseccamenti ascrivibili ad altri patogeni ben conosciuti e identificati".

Il grande lavoro di monitoraggio, condotto con le proprie risorse dai componenti la Voce dell'Ulivo e con il supporto di altri agricoltori e tecnici come Davide De Lentinis, ha consentito l'ottenimento di queste preziosissime evidenze che, se confermate dalla scienza, potranno cambiare il destino del nostro territorio.

Marta Albè

Fonte foto: fondazioneterradotranto.it

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