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usa local food

Negli Stati Uniti esiste un potenziale davvero elevato per quanto riguarda la possibilità di coltivare prodotti locali. Il 90% della popolazione potrebbe avere a disposizione cibo a chilometri zero o comunque coltivato entro 160 km.

Lo rivela una nuova ricerca basata sulla mappatura dei terreni agricoli. Secondo le statistiche, il cibo viaggia anche per oltre 1000 chilometri prima di raggiungere la tavola dei consumatori.

Secondo un nuovo studio condotto da Elliott Campbell, professore presso la University of California Merced, mangiare a chilometri zero negli Stati Uniti è possibile.

Dunque gli agricoltori dovrebbero imparare a sfruttare al meglio questa opportunità per espandere la propria attività e cercare di sensibilizzare la popolazione del territorio in cui operano alla scelta di prodotti locali.

A suo parere, il potenziale per scegliere cibo locale è diminuito molto con il tempo perché i terreni sono stati letteralmente divorati in nome dello sviluppo urbanistico, ma in realtà è ancora presente un enorme potenziale che può essere sfruttato.

usa chilometri zero

Fonte foto: UC Merced

Il progetto di mappatura è stato realizzato in collaborazione con la National Science Foundation. Gli studenti dell'Università della California si sono occupati della mappatura delle aziende agricole presenti a breve raggio da ogni città americana e poi hanno calcolato il loro livello di produzione e stimato quante persone potessero sfamare.

Le potenzialità individuate nelle principali città costiere degli Usa sono risultate davvero sorprendenti. Los Angeles potrebbe alimentare fino al 50% della propria popolazione con prodotti coltivati entro 100 miglia, cioè entro circa 160 km.

Altri dati interessanti riguardano la città di San Diego, che potrebbe supportare il 35% della propria popolazione con prodotti coltivati a livello locale. E se tutti passassero ad una dieta a base vegetale, la percentuale salirebbe al 51%.

La ricerca di Elliott Campbell sta dando un contributo importante al dibattito internazionale sui sistemi agroalimentari locali. Ora non resta che comprendere se anche nel resto del mondo sarà possibile ottenere dati incoraggianti al pari di quanto rilevato per gli Stati Uniti, in modo da incoraggiare gli agricoltori ad organizzare nuovi mercati locali per la vendita, anziché indirizzare i propri prodotti verso supermercati e centri commerciali distanti centinaia di chilometri.

Marta Albè

Fonte foto: thestar.com

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