Menu

agricoltura biologica ogm europa

Proprio nel momento in cui l’agricoltura biologica ha un ruolo importante da svolgere nella nuova politica agricola comune europea, da un portavoce dell’UE arriva il parere secondo cui essa da sola non può affrontare il problema della sicurezza alimentare. Si tratta forse di uno stratagemma per dare il via libera alle coltivazioni di OGM?

Il nuovo programma per l’agricoltura europea è pronto a mettere a disposizione 174 milioni di euro per realizzare progetti nell’ambito dell’agricoltura biologica a partire dal 2016.

Ecco allora che dall’Europa arrivano le critiche secondo cui al momento sono troppo pochi i finanziamenti per la ricerca nell’ambito degli OGM a causa dell’enorme opposizione dell’opinione pubblica UE.

In particolare da Bruxelles si fa riferimento al fatto che in Italia la ricerca sugli OGM non sia stata permessa per oltre dieci anni. In Gran Bretagna solo l’Inghilterra ammette la coltivazione di OGM e contro di essa a livello europeo si sono espressi Germania, Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Italia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Belgio, Lussemburgo, Malta e Slovenia, respingendo le colture geneticamente modificate.

A favore dell’agricoltura biologica inoltre in Europa si sta diffondendo l’idea che i responsabili di inquinamento dei terreni dovranno pagare per i danni causati. Marco Schlüter, direttore della Federazione dei movimenti di agricoltura biologica (IFOAM UE) sostiene il principio “Chi inquina paga”. Chi utilizza pesticidi e fertilizzanti sintetici dovrà pagare per l'effetto che questi prodotti hanno sui terreni dei loro vicini, sull’acqua potabile e sulla biodiversità.

La Commissione Europea, che evidentemente vuole difendere gli interessi delle multinazionali degli OGM, continua comunque a sostenere che l’agricoltura biologica da sola non potrà garantire la sicurezza alimentare in UE.

Il mercato del biologico è cresciuto molto negli ultimi anni e ha conquistato la fiducia dei consumatori. Dunque, per quale motivo dubitare? Semplicemente perché negli OGM si intravede una nuova fonte di guadagno.

Eppure per la Commissione dovrebbe essere finalmente giunto il momento di dare ascolto alla volontà dei cittadini UE, sempre più contrari agli OGM, e al crescente trend che vede il crescente interesse dei consumatori per il biologico e per l’alimentazione naturale, priva di ingredienti manipolati geneticamente.

Nella situazione attuale, in Europa Monsanto si sente isolata. Perché dunque riaprire le porte agli OGM quando l’Unione Europea potrebbe distinguersi nel mondo come culla del biologico e dei prodotti naturali e salutari per l’alimentazione e non come schiava delle multinazionali degli OGM?

Marta Albè

Leggi anche:

GreenBiz.it

Network