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agricoltura bisPiù di 240 reati al giorno, praticamente otto ogni ora, oltre 350 mila agricoltori (un terzo del totale) che hanno subito e che subiscono gli effetti della criminalità organizzata che, come una piovra, allunga sempre più i suoi micidiali tentacoli sulle campagne italiane.

È quanto rivela il IV Rapporto sulla "Criminalità in agricoltura" della Cia-Confederazione italiana agricoltori predisposto in collaborazione con la Fondazione Humus e presentato e illustrato presso la sede del Cnel dal presidente confederale Giuseppe Politi.

Furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato, estorsioni, il cosiddetto "pizzo", spiega un comunicato della Cia. E ancora. discariche abusive, macellazioni clandestine, danneggiamento e incendi alle colture, aggressioni, truffe nei confronti dell'Unione europea, "caporalato", abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, agropirateria, controllo delle filiere agroalimentari, dalla produzione alla distribuzione.

Così l'agricoltura produce "reddito" per l'azienda "Mafie S.p.a." per oltre 50 miliardi di euro all'anno, pari a poco meno di un terzo dell'economia illegale nel nostro Paese (169,4 miliardi di euro), continua la Cia.

L'attenzione rivolta dalla criminalità verso l'agricoltura - si legge nel Rapporto Cia- è rilevante perché il settore è un terreno fertile nel quale si può sviluppare un "business" di dimensioni rilevanti. La ragione può essere facilmente ricercata nel fatto che questo particolare e delicato segmento produttivo provvede in maniera sostanzialmente diretta al fabbisogno primario di milioni di persone per garantire loro la sopravvivenza, specie in questi momenti di crisi alimentare.

Da qui l'interesse ad investire, riciclare e mantenere una schiera di "sudditi" per il lavoro di manovalanza. Attraverso le campagne è, infatti, possibile esercitare il controllo del territorio per utilizzarlo non solo come base per nascondigli, ma soprattutto come punto di partenza per ulteriori sviluppi imprenditoriali.

Le organizzazioni criminali (mafia, camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita), dunque, non operano più solamente nel mercato della droga, della prostituzione e del gioco d'azzardo (che oltretutto interessano l'agricoltore come cittadino), né guardano unicamente i settori sui quali c'è ormai una consolidata letteratura: edilizia, smaltimento dei rifiuti, autotrasporto, sanità. La "piovra" ha nel mirino l'agricoltura e cerca di incrementare i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera alimentare, dai campi agli scaffali.

Redazione GreenBiz.it

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