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riforma pacIl Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura ha dato il via libera definitivo alla riforma della PAC, che era stata votata a novembre dal Parlamento di Strasburgo. Il provvedimento prevede nuovi investimenti per lo sviluppo rurale per un totale di oltre 400 miliardi di euro. 52 miliardi saranno destinati all’Italia.

Un terzo dei finanziamenti che l’Unione Europea destina agli agricoltori sarà concesso a coloro che rispettano pratiche agricole attente all’ambiente. Dovranno, ad esempio, preservare il paesaggio rurale e mantenere una superficie minima per i pascoli permanenti. Il “Sì” alla riforma della PAC giunge dopo tre anni di negoziazione con il Consiglio e la Commissione a livello europeo.

“Nei prossimi mesi il Parlamento, e in particolare la Commissione Agricoltura, accerteranno che la stesura degli atti delegati applicativi della PAC venga condotta rispettando l’accordo politico che Consiglio e Parlamento hanno faticosamente raggiunto” - ha dichiarato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.

Inoltre, prosegue De Castro: “il Parlamento Europeo, come istituzione eletta democraticamente, non si sottrarrà al ruolo di verifica dei poteri di delega che ha conquistato grazie al Trattato di Lisbona. Lo faremo con lo stesso spirito che ha animato tutto il team negoziale per dare agli agricoltori e ai cittadini europei una politica agricola più equa e sostenibile, in grado di rispondere alle sfide del futuro".

L’obiettivo principale della PAC consiste nel garantire agli agricoltori e ai cittadini una politica agricola capace di affrontare ciò che i prossimi sette anni le riserveranno. I regolamenti di base per la riforma sono stati ufficialmente adottati dal Consiglio dei ministri dell’agricoltura europeo. Ora restiamo dunque in attesa dell’attuazione pratica della riforma, mentre proseguono a farsi strada alcune polemiche in proposito.

La riforma della PAC penalizza l’Italia? Queste le dichiarazioni di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo: “Per quanto ci sia stato un deciso miglioramento rispetto alla posizione iniziale della Commissione europea la nuova PAC è troppo penalizzante per i nostri agricoltori. Toglie risorse all’Italia, migliora ma non elimina le storture derivanti dal greening, porta a una eccessiva riduzione dei contributi diretti in alcuni settori come la zootecnia da carne e da latte e non investe abbastanza sul ricambio generazionale”.

Non si temono tanto le cattive norme, quanto l’incertezza sulle norme. Gli agricoltori italiani e europei sono in attesa di certezze e di una rapida attuazione delle nuove regole, in modo che il mondo agricolo, già pesantemente colpito dalla crisi, possa in qualche modo agire per risollevarsi.

Marta Albè

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