Menu

sprechi alimentari supermercati franciaCome arginare gli sprechi alimentari nella grande distribuzione? La Francia ha deciso di mettere in pratica una strategia che spesso viene supportata a parole, ma che quasi mai viene attuata. Si tratta di mettere in vendita frutta e ortaggi imperfetti dal punto di vista estetico, ma comunque commestibili.

Gli sprechi alimentari hanno spesso inizio in agricoltura. Sono gli stessi coltivatori che scartano frutti e ortaggi dalle forme inusuali poiché sanno che fornitori e supermercati non li acquisterebbero. Tutto ciò contribuisce all’originarsi di gravi sprechi alimentari fin dalla fonte. Ma i supermercati possono cambiare strategia e offrire i prodotti meno gradevoli dal punto di vista estetico come prelibatezze originali e a basso costo.

Le catene della grande distribuzione hanno la convinzione che la clientela non acquisterebbe mai frutta e verdura imperfetta. Ma forse non è così. Lo sta sperimentando la catena di supermercati francese Intermarché, che lo scorso aprile ha lanciato la campagna "Fruits et Légumes Moches".

I negozi della città di Provins hanno messo a disposizione della clientela una sezione con la frutta e gli ortaggi dalle forme più strane, in vendita con il 30% di sconto rispetto al prezzo abituale. L’iniziativa è stata affiancata da una campagna di comunicazione tramite la stampa, i manifesti e le radio, per celebrare l’originalità dei prodotti meno “fortunati”. Alla clientela sono stati serviti piatti preparati con i prodotti imperfetti, per dimostrarne la bontà.

L’idea ha portato, forse in modo inaspettato, ad uno straordinario successo. I negozi coinvolti hanno calcolato il 60% in più di traffico di clienti nella sezione dedicata alla frutta e alla verdura e il 24% in più per quanto riguarda l’intero supermercato. Ora Intermarché sta valutando di estendere il lancio del programma in tutti i negozi della Francia, a livello nazionale.

I supermercati hanno dimostrato ancora una volta il proprio potere sulle scelte d’acquisto dei consumatori, ma in questo caso hanno agito per orientarle in positivo, con l’obiettivo di arginare gli sprechi alimentari e i rifiuti. Hanno comunque incrementato i propri guadagni e si sono assicurati una nuova fiducia da parte della clientela. Si tratta di certo di un modello vincente e dunque da esportare.