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walmart sostenibilitàWalmart ha promesso cibo di maggiore qualità a prezzi più bassi dal 2014 in poi. I suoi impegni per una grande distribuzione e un’alimentazione più sostenibili sono reali?

All’inizio di quest’anno Doug McMillon, CEO di Walmart, ha preso una posizione coraggiosa e ha dichiarato che si sarebbe impegnato per migliorare i record di sostenibilità di Walmart.

Lo scorso 6 febbraio Walmart ha indetto un grande evento in cui ha delineato pubblicamente i propri piani per un sistema alimentare sostenibile, con l’obiettivo di fornire 4 miliardi di pasti salutari ai bisognosi nei prossimi cinque anni.

"Il futuro del cibo è assolutamente fondamentale sia per la nostra società che per il nostro business. Ciò significa che abbiamo una grande opportunità per fare la differenza" - ha spiegato Doug McMillon - "Abbiamo imparato nel nostro cammino di sostenibilità che otteniamo maggior successo quando le nostre iniziative creano valore sociale, ambientale e economico nello stesso tempo”.

Le critiche nei confronti di Walmart sono piuttosto aspre. Michele Simon, presidente di EatDrinkPolitics, pensa che Walmart sia in grado di catturare l’attenzione dei media con grandi numeri. Forse a suo parere quei 4 miliardi andrebbero investiti a favore dei lavoratori per salari più alti, dato che molti di loro chiedono assistenza sociale da parte delle banche alimentari.

Secondo Simon, le donazioni di generi alimentari a favore dei bisognosi sono un gesto nobile, ma non risolvono la fame nel mondo. Ci sarebbero molti altri interventi da mettere in pratica. Sarebbe necessario fare in modo che i lavoratori dei negozi guadagnino a sufficienza, a suo parere, in modo che possano fare la spesa e acquistare ciò che vogliono senza doversi rivolgere alle banche alimentari.

La risposta di Walmart in merito ai salari bassi dei propri dipendenti chiarifica che la maggior parte di loro guadagna all’ora più del salario minimo stabilito dallo stato e può ricevere promozioni. Secondo McMillan la produzione alimentare mondiale non tiene il passo con la crescita della popolazione, dunque è necessario puntare sull’innovazione.

Walmart avrebbe dato il via ad incontri con i piccoli agricoltori di tutto il mondo per fare in modo che la loro produzione entri a far parte del sistema logistico della grande distribuzione. Probabilmente però, dall’acquisto di prodotti a basso costo dagli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo guadagnerà di nuovo e solo Walmart, non di certo i dipendenti o i consumatori.

La questione non si chiude qui. L’obiettivo reale di Walmart non sembra tanto incentrato sulla sostenibilità, quanto sulla volontà di espandere i propri punti vendita aprendo nuovi negozi nelle aree in cui la catena non è ancora presente.

Marta Albè

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