Menu

frutta fresca bagno nella seta

Arriva un nuovo metodo per conservare la frutta fresca più a lungo. Basta immergerla nella seta liquida in modo che si formi una sottilissima pellicola trasparente in grado di proteggerla.

Si tratta di una soluzione inodore e biocompatibile pensata per conservare fuori dal frigorifero per più di sette giorni frutti facilmente deperibili come le fragole e i lamponi. Il merito della nuova scoperta va al ricercatore italiano Fiorenzo Omenetto che lavora alla Tufts University di Medford, negli Stati Uniti.

I ricercatori descrivono la seta come uno dei materiali più resistenti in natura. La seta è biocompatibile e biodegradabile ed è utile per proteggere tutto ciò con cui viene a contatto, compresa la frutta.

Un bagno nella seta liquida potrà sostituire l’impiego di sostanze chimiche poco benefiche per la salute e per l’ambiente nella conservazione della frutta fresca? Basterà lavare bene la frutta per eliminare questo strato protettivo?

Non sappiamo ancora se la novità arriverà anche in Italia e se ci saranno delle aziende che sceglieranno il bagno nella seta liquida per proteggere la loro frutta da destinare alla vendita. Nel frattempo gli esperimenti condotti negli Stati Uniti sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

Nei primi esperimenti le fragole sono state sottoposte ad un bagno nella seta liquida e poi sono state riposte in un luogo a temperatura ambiente insieme ad altra frutta non trattata. Dopo una settimana le fragole avevano mantenuto il loro bell’aspetto iniziale mentre nel caso della frutta non trattata si notavano i classici segni di deperimento.

frutta seta

Fonte foto: Nature

La sottilissima barriera di seta protegge la frutta dall’ossigeno e dall’anidride carbonica ma i ricercatori devono ancora stabilire se sia in grado oppure no di variarne il sapore per comprendere se il metodo sia utilizzabile per la frutta da mettere in vendita. L’effetto protettivo sulla consistenza delle fragole però ha garantito i risultati sperati. Restiamo in attesa per comprendere l’evoluzione di questa novità.

Marta Albè

Leggi anche:

 

Network