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tesco uova gabbia

Entro il 2025 Tesco dirà addio alla vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia. La catena di supermercati britannica ha deciso di dare ascolto alla richiesta di Lucy Gavagham, una ragazzina di 14 anni che si sta battendo in difesa degli animali.

La campagna di Lucy ora proseguirà e si rivolgerà ad altre società, come Asda e Morrison. La scelta di rinunciare alla vendita di uova da allevamenti in gabbia può giovare all’immagine dei supermercati soprattutto ora che i consumatori sono sempre più attenti alla provenienza del cibo che acquistano.

Negli ultimi anni alcune delle catene di ristorazione più famose hanno già detto addio alle uova da allevamento in gabbia preferendo i prodotti provenienti dagli allevamenti a terra o biologici. Negli Stati Uniti McDonald’s e Starbucks hanno già mosso i primi passi in questo senso e ora tocca all’Inghilterra.

Già da alcuni anni Lucy Gavaghan si sta occupando personalmente del problema scrivendo personalmente delle lettere ai politici e ai supermercati per porre fine alla vendita delle uova prodotte negli allevamenti intensivi. Non riuscendo a trovare ascolto, a febbraio 2016 ha creato una petizione online che in breve tempo ha superato le 280 mila firme.

Così il responsabile del settore agricoltura di Tesco ha deciso di incontrare la giovane attivista lo scorso maggio e poco dopo l’azienda ha annunciato di voler dire addio alla vendita delle uova da allevamento intensivo entro il 2025.

tesco uova gabbia 1

Quando nel 2012 l’UE ha vietato l’allevamento delle galline in batteria l’industria ha iniziato ad utilizzare le cosiddette ‘gabbie arricchit È. In queste strutture però le galline non hanno ancora spazio sufficiente dato che le dimensioni delle gabbie sono pari circa a quelle di un foglio A4.

La vicenda di Lucy rappresenta uno dei casi di successo in cui le aziende promettono di ascoltare la voce dei consumatori. Ora staremo a vedere quali saranno le risposte delle altre catene di supermercati contattate dall’attivista che potrebbero optare per una scelta simile a quella di Tesco se vorranno rimanere al passo con i tempi e con le aspettative della clientela.

Marta Albè

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