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unicoop firenzeSacchetti in plastica nel reparto ortofrutta, qualcosa si sta muovendo sul fronte della loro eliminazione. Esattamente un mese fa GreenBiz.it aveva chiesto alle grandi catene della GDO quali fossero gli ostacoli principali all'uso di shopper biodegradabili e compostabili (ma anche delle sporte riutilizzabili o del retino di cotone) anche per frutta e verdura. Oggi, finalmente, arriva una risposta concreta.

Come avevamo anticipato, Unicoop Firenze conferma il suo primato ambientalista adottando sacchetti e guanti in bioplastica anche per il Reparto Ortofrutta di tutti i suoi 103 punti vendita. Il progetto, realizzato in collaborazione con Novamont e con l'azienda di trasformazione IPT di Scarperia, è stato avviato nel novembre 2012 con la sperimentazione in quattro punti vendita della provincia di Siena (Siena, Poggibonsi e Colle Val d'Elsa), cui sono seguiti gli "inCoop" di Poggibonsi e Tavarnelle Val di Pesa e, a partire da questo mese di febbraio tutti i punti vendita di Firenze e i rimanenti sparsi sul territorio toscano.

"Una decisione lungimirante, che ribadisce il forte impegno nella responsabilità sociale e ambientale di Unicoop Firenze, ma anche un impulso alla sviluppo di una green economy del paese dato che questi manufatti vengono realizzati interamente in Italia, dalla ricerca alla produzione", ha commentato Alessandro Ferlito, Responsabile Commerciale di Novamont.

Con la sostituzione dei sacchetti in PE con quelli in Mater-Bi si darà un impulso fondamentale alla riduzione della produzione di rifiuti non facilmente riciclabili, in direzione dell'incremento della raccolta dell'umido.

"Il rifiuto organico è una straordinaria risorsa con cui produrre energia rinnovabile (biogas) e compost di qualità; prodotti compostabili come i nostri sacchetti in Mater-Bi sono fondamentali per assicurare la qualità della raccolta della frazione umida e dare così maggiore efficienza all'intero processo di produzione-raccolta-smaltimento - ha aggiunto Ferlito-. In futuro, per la produzione di sacchi e sacchetti utilizzati da Unicoop Firenze sarà utilizzato il Mater-Bi di terza e quarta generazione, a più alto contenuto di rinnovabile".

Lo confererebbero i sistemi che già impiegano sacchi e catering compostabile in Mater-Bi, che stanno dimostrando la loro superiorità ed efficienza nel raggiungimento di tali obiettivi. I prodotti compostabili in Mater-Bi hanno dato prova di essere i più efficaci per incrementare l'intercettazione della frazione organica e garantirne il conferimento negli impianti di digestione anaerobica e compostaggio. Sostituendo i sacchetti di plastica con bioshopper, quindi, non solo si inquina di meno, ma si migliora anche la frazione umida.

La sostituzione di shopper e guanti e in plastica nel reparto ortofrutta non è, quindi, impossibile. Sono molte, però, le reticenze della GDO. Come aveva spiegato a GreenBiz.it Alberto Moretti, direttore marketing canali distributivi Conad (catena che ha eseguito un test di sostituzione in alcuni punti di vendita della propria rete), "il prodotto si è rivelato economicamente molto oneroso, tanto che ad oggi non risulta che alcuna catena della moderna distribuzione lo abbia adottato. Sono quindi state valutate soluzioni alternative, come lo shopper in rete. Allo stato attuale nelle bilance la tara è predisposta per il sacchetto in polietilene e il ricorso a quello in rete richiede la riprogrammare di tutte le bilance. Cosa che per oltre tremila punti di vendita a insegna Conad non è di facile e immediata attuazione, con costi e tempi di intervento particolarmente onerosi".

Insomma, c'è ancora molto da fare e l'esempio virtuoso di Unicoop Firenze risulta, a oggi, appare come una vera e propria goccia nell'oceano. Ma, come si dice, l'oceano è fatto di gocce.

Roberta Ragni

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