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immagineQuote latte, entro fine marzo rischiano di arrivare nuove multe per l'Italia. L'ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte terminerà il 31 marzo 2015.

L'Italia potrebbe dover pagare nuove multe per il superamento del livello quantitativo di produzione assegnato dall'Unione Europea.

Lo comunica la Coldiretti in base a quanto emerso dal nuovo dossier "L'attacco alle stalle italiane", presentato dalla Coldiretti in occasione della Maxi Mungitura in difesa degli allevatori italiani, manifestazione nazionale che ha avuto luogo lo scorso febbraio nelle maggiori piazze italiane (e che nn è piaciuta proprio a tutti...).

La Coldiretti fa il punto sulla situazione europea con particolare riferimento a Francia e Spagna. In Francia si è giunti alla condanna da parte dell'Antitrust delle principali industrie lattiero casearie, molte delle quali operano anche sul territorio nazionale dove invece c'è un "silenzio assordante" da parte dell'Autorità Garante delle Concorrenza e del mercato.

In Francia l'Antitrust il 12 marzo ha multato per un importo di 193 milioni di euro 11 industrie lattiero casearie tra le quali Lactalis, Laita, Senagral e Andros's Novandie per pratiche anticoncorrenziali dopo che il 5 marzo scorso - sottolinea la Coldiretti - era intervenuto anche l'Antitrust iberico che aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi come Danone (23,2 milioni), Corporation Alimentaria (21,8 milioni), Gruppo Lactalis Iberica (11,6 milioni). Anche in Italia esiste un evidente squilibrio contrattuale tra le parti che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono.

"I prezzi praticati dagli intermediari della filiera del latte fresco sono iniqui e gli allevatori" - precisa Coldiretti – "manifestano ormai evidenti segni di difficoltà perché non riescono a coprire neanche i costi di produzione. Per questo la Coldiretti e il Codacons hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)".

Alle difficoltà determinate dai bassi prezzi corrisposti agli allevatori si aggiunge il rischio concreto dell'arrivo di nuove multe sulla base dell'ultimo aggiornamento dei dati Agea dai quali si evidenzia un aumento della produzione del 3,24 per cento rispetto allo scorso anno, con un incremento in valori assoluti di 2,561 milioni di quintali, sulla base dei primi nove mesi della campagna relativa al periodo che va dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015.

Dopo la mobilitazione degli allevatori della Coldiretti è stato arrivato un provvedimento per permettere di rateizzare le multe di quest'anno a carico dei loro allevatori per un massimo di tre anni e senza interessi, ma occorre individuare soluzioni a livello nazionale che permettano un atterraggio morbido nell'uscita da un regime che ha condizionato il settore per decenni.

Per quanto riguarda le quote latte in Italia, il ministro Martina è intervenuto negli ultimi giorni in risposta al leader della Lega Matteo Salvini a Sky Tg 24: "Caro Salvini, la class action la faranno gli allevatori contro di voi. Per le vostre prese in giro che hanno messo in difficoltà 30 mila allevatori onesti, facendo pesare su di loro il comportamento scorretto dei pochi che voi avete coperto. Con la storia dei dati falsi avete illuso e ancora oggi speculate elettoralmente su di loro. Dovreste solo chiedere scusa".

Secondo Martina, la vicenda delle quote latte è costata ai cittadini italiani 4 miliardi e mezzo, 75 euro a persona, per la mancata riscossione delle multe e la Lega Nord ha delle pesantissime responsabilità politiche. Per fare chiarezza fino in fondo, secondo il ministro, serve una commissione d'inchiesta del Parlamento.

Marta Albè

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