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Entro il 2050, ci si aspetta non solo che la popolazione mondiale superi quota 9 miliardi ma anche che il 70% di essa viva nelle città: previsioni che impongono di ripensare i tradizionali modelli urbani, individuando soluzioni all'avanguardia per rendere i centri abitati sempre più accoglienti, attrezzati e sostenibili, e puntando su materiali da costruzione inediti e innovativi.

Come, ad esempio, i rifiuti: se vorranno operare in modo realmente sostenibile, gli architetti, gli ingegneri e i costruttori del futuro dovranno imparare a percepirli come delle risorse preziose e, magari, come punti di partenza per dare vita a qualcosa di inedito.

Una tendenza che, come racconta il quotidiano inglese The Guardian, sta già prendendo forma in alcuni progetti particolarmente all'avanguardia, che partono dal recupero degli scarti per riutilizzarli oppure per trasformarli, ottenendo da essi nuovi e versatili materiali da costruzione, e che permettono di immaginare sin da ora come sarà l'edilizia del futuro.

1. Le città come miniere

Le miniere tradizionali non sono eterne: al contrario, le risorse naturali necessarie per la produzione di materiali da costruzione, quali ad esempio sabbia e ghiaia, si stanno progressivamente esaurendo. Per questo, le città si candidano a diventare le "miniere del futuro": con il tempo, infatti, il recupero e il riciclo dei materiali da costruzione urbani diventerà una prassi sempre più comune, come è accaduto, per certi versi, nel passaggio dall'antichità al Medioevo e come accade anche oggi con l'alluminio e con il rame.

2. L'innovazione dai rifiuti

La trasformazione dei rifiuti in risorse è alla base del lavoro di numerosi gruppi di ricerca. Ad esempio, alla Design Academy di Eindhoven, Tom van Soest, co-fondatore di StoneCycling, ha sviluppato un metodo per polverizzare i materiali edili provenienti da siti in demolizione, creando così un nuovo tipo di pietra, da utilizzare nella realizzazione di rivestimenti e piastrelle. Sempre in Olanda, dalla collaborazione tra il designer Mieke Meijer e lo Studio Vij5, è nato il NewspaperWood, un materiale analogo al legno, che viene ottenuto riciclando le pagine dei giornali.

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Analogamente, la società americana ReWall ha realizzato un materiale innovativo a partire dai cartoni per le bevande, che vengono triturati in un processo che non prevede l'utilizzo di acqua. Il materiale così ottenuto può essere impiegato sia per i rivestimenti interni che, se opportunamente pressato, per la costruzione di pareti e strutture portanti.

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3. Nuovi materiali biologici

La definizione di "rifiuto" include anche alcune sostanze organiche apparentemente inutili e, in alcuni casi, persino disgustose: è il caso, ad esempio, del calcestruzzo auto-guarente realizzato presso la Delft University of Technology a partire da batteri e altri elementi. Se, infatti, il calcestruzzo può rompersi sotto pressione, il calcestruzzo auto-guarente incorpora una specifica categoria di batteri in grado di ricomporne le crepe.

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Un altro esempio di bioedilizia è Ecovative, la società che sperimenta nuovi materiali a partire da sottoprodotti agricoli e dal micelio dei funghi. Una volta che il suo processo di crescita viene inibito dalla mancanza di luce e calore, il micelio può dare vita a un materiale paragonabile, per prestazioni, a pietra e cemento, e che ha già debuttato come componente strutturale di un edificio nell'estate del 2014, a New York.

Lisa Vagnozzi

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