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efficienza energeticaDall'Europa arrivano nuove misure obbligatorie per risparmiare energia: dagli interventi di ristrutturazione degli edifici pubblici ai piani di risparmio energetico per le imprese, passando per audit energetici per tutte le grandi imprese.

Il Parlamento europeo ha approvato (676 votanti, 632 favorevoli, 25 contrari, 19 astenuti) la direttiva quadro sull'efficienza energetica, ''colmando - secondo quanto afferma il relatore Claude Turmes - una lacuna del pacchetto energia: fino ad ora l'efficienza era un obiettivo di ambizione politica, ora invece diventa un obiettivo vincolante''.

Entro aprile 2013, infatti, ogni Stato membro dovrà fissare obiettivi nazionali che verranno poi valutati dalla Commissione Ue. Previsto un taglio del 20% nel consumo di energia nell'UE che potrebbe far risparmiare 50 miliardi di euro l'anno. "Questa essenziale legislazione non è solo fondamentale per il conseguimento della nostra sicurezza energetica e degli obiettivi climatici, ma darà anche una forte spinta all'economia e creerà posti di lavoro. Si ridurrà il notevole e crescente costo della nostra dipendenza dalle importazioni di energia - 488 miliardi di euro nel 2011 pari al 3,9% del PIL - che è particolarmente forte nei paesi colpiti dalla crisi", ha detto Turmes in una nota.

Per Andrea Zanoni l'approvazione della nuova Direttiva è "fondamentale per mettere l'Europa sulla giusta strada della riduzione del 20% di consumi energetici entro il 2020. Una maggior efficienza energetica non soltanto è fondamentale per contrastare il cambiamento climatico e diminuire la dipendenza esterna dell'Europa, come dalla Russia e dai paesi dell'OPEC dai quali importiamo gas e petrolio, ma costituirebbe anche un enorme vantaggio in termini economici". Puntare sull'efficienza, continua Zanoni, "vuol dire stimolare nuove imprese del settore ad innovarsi, specie le più piccole e il settore dell'edilizia che oggi stanno attraversando una gravissima crisi, nonché creare così nuovi posti di lavoro altamente qualificati e ad abbattere i costi per il consumatore finale".

Ecco i principali obiettivi della direttiva Ue:

- Rinnovare gli edifici pubblici. La direttiva sull'efficienza energetica impone agli Stati membri di rinnovare annualmente il 3% delle pavimentazioni di tutti gli edifici utilizzati dal governo nazionale. Questa norma si applica agli edifici con una superficie calpestabile di più di 500 m2 e, da luglio 2015, per quelli con più di 250 m2. Gli Stati membri potranno impiegare misure alternative per garantire risparmi equivalenti.

- Piani di risparmio per le imprese di pubblica utilità. Le imprese energetiche di pubblica utilità, coperte dalla nuova legislazione, saranno tenute a rispettare, nel periodo 2014-2020, un obiettivo annuale di risparmio energetico equivalente almeno all'1,5% del totale dell'energia venduta ai consumatori finali, sulla base della media dei consumi dei 3 anni precedenti all'entrata in vigore della direttiva. La vendita di energia per i trasporti può essere esclusa dal calcolo, cosi com'è possibile l'impiego di misure di risparmio alternative, a parità di risultati.

- Audit energetici. Tutte le grandi imprese saranno obbligate a sottoporsi, ogni 4 anni, ad audit energetici svolti in maniera indipendente da esperti accreditati. Gli audit dovranno cominciare al massimo 3 anni dopo l'entrata in vigore della normativa. Le piccole e medie imprese sono esentate da tale obbligo.

- Finanziamento degli impianti. La direttiva introduce anche disposizioni speciali per la creazione di strumenti di finanziamento per le misure di efficienza energetica. Gli Stati membri dovranno facilitare la creazione di queste strutture o l'utilizzo di quelle esistenti.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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