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carbonfootAlla fine le grandi aziende hanno cambiato rotta e stanno abbandonando una dopo l’altra le fonti fossili. Il numero di quelle che hanno messo un freno alle emissioni è triplicato nel giro di un anno, come svela un report della no profit impegnata sul fronte ambientale CDP. Il segreto: dare un prezzo alle emissioni interne.

Assegnando un costo alla loro produzione di gas serra, la aziende sperano di darsi una sorta di incentivo a sbarazzarsi delle fossili. Il prezzo oscilla tra 1 dollaro a tonnellata di CO2 a 357 dollari.

Contrariamente ai luoghi comuni, le aziende vorrebbero certezza normativa e stanno tentando da sé di avere più chiarezza sui limiti alle emissioni. Il tracciamento dei prezzi delle emissioni di CDP è indispensabile per mostrare come un’azienda agisce, ha commentato Paula DiPerna, consulente CDP.

Le 453 aziende prese in esame nel report rappresentano una gamma di settori e includono nomi come Campbell Soup Company, Black & Decker, Exxon Mobil Corp. e Nissan.

Le più grandi aziende del mondo anticipano un futuro in cui le emissioni hanno un prezzo. I dettagli svelati da CDP spiegano quanto e quali aziende stiano dando un prezzo al loro inquinamento per poter avere un vantaggio competitivo in futuro”, dichiara Lance Pierce, presidente di CDP per il Nord America.

Il report raccoglie quindi una visione particolare delle aziende, che iniziano a tradurre i cambiamenti climatici in istanze di budgeting e pianificazione strategica. E il numero di quelle che hanno valutato le loro emissioni nell’ultimo anno è triplicato, da 150 nel 2014 a 437 attuali.

È la dimostrazione che le grandi aziende stanno sempre più alzando la voce e conquistando un ruolo nel dibattito pubblico sui cambiamenti climatici. Altre 583 pensano di adottare nel giro di 2 anni un sistema di valutazione delle emissioni interno, come nel caso di Yahoo! e la cinese CLP Holdings Ltd.

Anna Tita Gallo

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