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TTIP, minaccia o opportunità economica? Le trattative per il TTIP, il trattato commerciale transatlantico tra Ue e Usa si sono trascinate troppo a lungo e ora la Germania dichiara fallito ogni tentativo per raggiungere un accordo.

Secondo il vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel i negoziati per il TTIP sono “di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane”.

A quanto pare almeno secondo il ministro tedesco, l’Unione Europea non vuole diventare schiava degli Stati Uniti dal punto di vista commerciale.

Il Comitato Stop TTIP Italia ha accolto con favore le parole del vice cancelliere tedesco ma ricorda nello stesso tempo che il TTIP non è l’unica minaccia per l’economia europea. Infatti, mentre le trattative Ue-Usa si sono fermate, sono invece proseguiti i negoziati per il CETA, l’accordo commerciale internazionale con il Canada.

Il CETA infatti ormai è stato approvato ma le pressioni dal basso hanno fatto in modo che venga ratificato anche dai Parlamenti nazionali. Per la protezione dell’economia europea dunque secondo Stop TTIP Italia non è ancora detta l’ultima parola. Ci si aspetta infatti un no secco per quanto riguarda TTIP e CETA dalla maggior parte dei Parlamento nazionali europei.

Per quanto riguarda l’Italia da tempo si parla del TTIP come minaccia per il Made In Italy. Come più volte hanno sottolineato la Coldiretti e Greenpeace, sappiamo che negli Usa si trovano facilmente in vendita delle imitazioni di alcuni prodotti tipici italiani, a partire dal falso Parmigiano, che purtroppo danneggiano sia l’economia che l’immagine dell’Italia. Il timore è che il TTIP potesse aprire la strada alla diffusione di simili prodotti-truffa anche nel nostro Paese a discapito di una lunga tradizione alimentare che merita di essere rispettata e delle aziende italiane che operano secondo le regole.

Il via libera al TTIP avrebbe potuto rappresenterebbe per l’Europa l’ingresso di sostanze chimiche nocive nei prodotti agroalimentari, la diffusione degli OGM e anche un salto indietro nel tempo di quasi vent’anni, con conseguenze ambientali e sanitarie incalcolabili, anche in termini di crescita progressiva di spesa sanitaria.

La Francia lo scorso luglio aveva già archiviato il TTIP come un accordo impossibile da raggiungere. Ora la Germania si è aggiunta al coro degli oppositori. Se due dei più importanti Paesi Ue si oppongono al TTIP significa che probabilmente questo tipo di accordo non si sta rivelando vantaggioso per l’Europa, la sua economia e la sua sicurezza.

OGM e carni con eccessivi residui di ormoni e antibiotici con lo stop al TTIP si spera possano rimanere al di fuori dei confini europei, a favore degli agricoltori e delle aziende che operano seguendo le regole dell’Unione Europea e standard di qualità e sicurezza superiori rispetto agli Usa.

Forse i Paesi coinvolti nel TTIP si attendevano di raggiungere un accordo prima della fine del mandato di Obama che ora appare troppo vicino alla scadenza per consentire che una simile prospettiva si avveri.

Esiste però il dubbio, secondo Stop TTIP Italia, che dichiarare fallito l’accordo possa rappresentare una strategia negoziale eventualmente per rilanciarlo o in attesa di nuove proposte provenienti dagli Usa. Restiamo dunque in attesa di comprendere se il negoziato Ue-Usa si fermerà davvero del tutto e se ci saranno delle conseguenze per l’economia europea e italiana.

Marta Albè

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