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borsainvestimentiSaranno i cambiamenti climatici la causa della prossima crisi finanziaria che travolgerà il mondo intero. Ne è convinto Paul Fischer, economista britannico, fino a poco tempo fa Deputy Head of the Prudential Regulation Authority ed Executive Director for Supervisory Risk and Regulatory Operations alla Bank of England.

“Potenzialmente è un rischio sistemico”, dice. Gli asset improvvisamente cambieranno prezzo sul mercato come risultato dei cambiamenti climatici e delle reazioni dei governi, e questo sarà un grilletto pronto a scattare.

Come esempio dell'oscillazione costante dei prezzi, Fisher cita il crollo della sterlina mentre il governo inglese cerca di stabilire le tempistiche per la Brexit. Eventi improvvisi che cambiano le cose.

Se i governi prendono provvedimenti seri per abbattere le emissioni di gas serra, anche il mondo del business deve essere pronto ad una regolamentazione.

È lo stesso monito inserito in un documento presentato al G20 di Hangzhou dal Cambridge Centre for Sustainable Finance, in cui si invitano le istituzioni finanziarie a migliorare il modo di porsi nei confronti dei cambiamenti climatici.

“Non serve credere ai cambiamenti climatici, non serve nemmeno essere certi che siano causa dell'uomo, serve solo rendersi conto che i governi stanno facendo qualcosa e questo necessariamente si riflette sul business di ogni azienda. È un rischio materiale”, dice Fisher.

Ecco perché il mondo finanziario deve adattarsi in fretta, sempre preparandosi ad un'eventuale nuova crisi dei mercati.

Crisi prevista anche da vari studi, come quello di NextGen, secondo cui i cambiamenti climatici potrebbero far perdere agli americani tra i 20 e i 30 anni migliaia di miliardi di dollari di guadagni potenziali, con effetti sull’economia globale.

Anna Tita Gallo

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