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cucinelli 450Cucinelli decide di cedere il 5,14% di Cucinelli per poter spingere il “Progetto bellezza” e le conseguenze si avvertono subito in Borsa.

Ma dietro la mossa finanziaria c’è la volontà di valorizzare il patrimonio culturale italiano, un progetto che per molti è la conferma di quanto Brunello Cucinelli vada considerato simbolo delle imprese italiane che non delocalizzano e tengono al benessere di lavoratori e consumatori.

LA CESSIONE – La holding Fedone di Brunello Cucinelli (che aveva il 61,5% del capitale) ha messo in vendita il 5,14% delle azioni a 18 euro per azione. Parliamo di circa 3,5 milioni di azioni per le quali è stata avviata una procedura di accelerated book building riservata a investitori istituzionali. L'operazione è volta al recupero di risorse da investire poi nel progetto per la valorizzazione del territorio italiano. Il closing è previsto per il prossimo 3 febbraio 2015.

LE CONSEGUENZE A PIAZZA AFFARI – Ecco in dati numerici le conseguenze. Ieri il titolo aveva terminato a 19,55 euro, oggi ha toccato quota 18,12 euro per poi risalire.

IL PROGETTO – Il Progetto Bellezza della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli punta ora a creare 3 parchi – 80 ettari totali - nella valle del borgo di Solomeo, dove si trova anche l'azienda. L’idea è quella di recuperare la valle, che si trova appunto attorno ad un borgo medievale “Siamo qui per parlare di bellezza, non di denaro. Vorrei solo dire, anche per rassicurare azionisti e analisti che questo progetto per rendere ancora più bella la valle ai piedi del borgo di Solomeo sarà finanziato dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, non dalla spa”, aveva detto qualche mese fa lo stesso Brunello Cucinelli. E i lavori sono già partiti.

CUCINELLI SIMBOLO DELL'ETICA E DEL MADE IN ITALY? – Il nome di Cucinelli è stato tirato in ballo ultimamente come simbolo di un’Italia che funziona, termine di paragone sul versante opposto rispetto a Moncler. Ricorderete il famigerato servizio di Report sulla produzione dei piumini a scapito di oche trattate in maniera raccapricciante.

Ebbene, Cucinelli era stato mostrato come lato “buono” della medaglia. C’è chi preferisce delocalizzare e produrre al prezzo più basso possibile. Poi c’è chi invece sceglie altre strade, come Cucinelli. Produttore di cachemere, non sono certo in molti a permettersi il lusso di indossare un suo maglione. Ma sulla qualità non si discute. "Il Made in Italy ha un valore altissimo, se avessi quest’impresa non in Italia non avrebbe lo stesso fascino", diceva a Report.

Cucinelli è lo stesso che a fine 2012 aveva deciso di destinare ai suoi dipendenti i 5 milioni di euro di utile, ben 6385 euro a testa. "L'essere umano va trattato con dignità dal Bangladesh a Ravenna: in ogni parte del mondo l'uomo deve essere rispettato. Il mio sogno è sempre stato di rendere più umano possibile il lavoro dell'uomo e ho cercato di farlo seguendo una massima benedettina: sii rigoroso ma dolce, esigente ma abile", dice lo stesso Cucinelli. Su questa filosofia “umanistica” ha basato la sua fortuna.

Anna Tita Gallo

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