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energiaEdf, il colosso energetico francese controllato dallo Stato per l'84%, ha chiuso il primo semestre con un utile netto in rialzo, consolidato grazie all'aumento delle tariffe per i servizi regolamentati e al maggior controllo dei costi.

Il risultato, migliore delle attese, è legato anche alla crescita della produzione da rinnovabili e idroelettrico, che ha compensato la flessione dell’energia nucleare.

Tutti fattori che hanno permesso a Edf di confermare i suoi obiettivi per il 2012-2015, incluso un rialzo del 4-6% come media annua dell'Ebitda, un aumento del 5-10% del risultato netto, un tasso di distribuzione agli azionisti tra il 55 e il 65% e un debito netto inferiore a 2,5 volte l'Ebitda, a dispetto di una produzione nucleare rivista al ribasso a circa 415 terawattora dalla precedente proiezione tra 420 e 425 TWh.

Quanto ai conti semestrali, la società energetica d’oltralpe ha registrato un aumento dell'Ebitda del 4,6% a 9,1 miliardi, dell'utile netto del 2,7% a 2,9 miliardi e del fatturato dell'8,2% a 36,22 miliardi. La produzione idroelettrica è aumentata di 5,9 terawattora, anche grazie alle copiose precipitazioni, mentre la produzione nucleare è scesa di 10,6 TWh in Francia e di 1,2 TWh nel Regno Unito.

Il titolo ha avviato le contrattazioni in rialzo a Parigi, dove l'indice CAC 40 arretra di circa mezzo punto percentuale, scambiando in rialzo di quasi il 2% nelle prime battute. L’utility, insomma, centra i suoi obiettivi grazie al tentativo di diversificare il proprio business, tralasciando man mano il nucleare e aumentando le attività nel carbone, nell'idroelettrico e nelle fonti alternative. Edf punta anche servirsi di Edison, con un'offerta in corso sul 19,3%, per sviluppare il comparto del gas. L'attuale mix energetico francese vede l'energia atomica al 75% del totale prodotto, ma dopo Fukushima le strategie energetiche sono radicalmente cambiate.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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