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actis 450Un business da 1,9 mld di dollari in Africa: sono i progetti di Actis, il gruppo inglese di private equity, che vuole tentare di sfruttare le risorse del continente e, allo stesso tempo, soddisfarne il bisogno di energia elettrica. La nuova società creata ad hoc si chiama Lekela Power.

LEKELA POWER – La nuova società sarà una joint venture con Mainstream, sviluppatore attivo nel settore eolico e solare che già lavora in partnership con Actis in Cile. Actis avrà il 60% del business e Mainstream il resto. Contribuiranno anche le banche sudafricane e le istituzioni di sviluppo finanziario.

Lekela punta a distribuire 700-900 MW attraverso vari progetti che prenderanno vita nel corso dei prossimi 3 anni. Inizierà con 3 parchi eolici in Sudafrica. Altri progetti eolici, affiancati al fotovoltaico, sorgeranno poi in Egitto e Ghana, prima di puntare verso l’Africa orientale e altrove, in particolare verso il Kenya, l’Uganda e l’Etiopia.

Vedremo se quei mercati evolvono verso una partecipazione più attiva del settore privato”, spiega Lucy Heintz, capo dell’area “renewable energy” per Actis. Ma, anche se Actis è fiduciosa, quei mercati soprattutto devono vedersela con ostacoli come l’inefficienza. “Il costo del non avere l’elettricità è così elevato che, una volta instillata nelle persone la cultura del pagare una bolletta, alla fine pagano perché danno un valore all’energia elettrica”, ha aggiunto Heintz. Serve un grandissimo supporto dal punto di vista normativo, non c’è dubbio.

INVESTIRE IN AFRICA – Il clima e le risorse rinnovabili disponibili sul territorio hanno attirato parecchi investitori. Gli economisti concordano sul fatto che per ora la crescita di certi Paesi è ancora bloccata proprio dalla scarsità di energia elettrica: in Africa la generazione pro capite è circa un decimo di quella di altre regioni in via di sviluppo come in Sudamerica.

Actis in Africa è già presente con Globaleq Africa, una compagnia energetica, che opera in zone come Camerun e Tanzania. “Al momento l’interesse delle banche al di fuori del Sudafrica (non a caso, il più grande parco fotovoltaico del continente si trova qui, ndr) è molto intermittente, per questo lavoriamo con istituzioni finanziarie di varia natura. In passato hanno investito nel comparto energetico egiziano, ma HSBC ed altri hanno meno appetito per questa zona adesso”, ha aggiunto Heintz.

Anna Tita Gallo

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