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Ignorare i cambiamenti climatici, costerà caro anche alle società dei combustibili fossili. Le imprese del settore energetico infatti starebbero facendo un errore strategico che potrebbe pesare sui loro investimenti per miliardi di dollari.

A rivelarlo è stato il capo economista di IEA Fatih Birol in occasione della conferenza “Our Common Future Under Climate Change (CFCC15)” in corso a Parigi.

“Abbiamo notato alcune mosse dalle imprese del settore energetico in direzione di uno sviluppo sostenibile. Tuttavia, non sono al livello necessario. Se pensano che le loro imprese siano immuni dagli effetti della politica climatica, stanno facendo un errore strategicoha detto.

Fatih Birol è una delle voci più influenti del mondo in materia di energia. E i suoi avvertimenti sono chiari: continuando a puntare sulle fossili, tali società perderanno importanti opportunità di investimento nelle rinnovabili.

“Qualunque cosa faccia, ogni società di energia nel mondo - petrolio, gas, fonti rinnovabili, efficienza, carbone – dovrà vedersela con le politiche climatiche che avranno un impatto sul loro business”, ha detto Birol. “Quindi, al fine di non prendere decisioni sbagliate sugli investimenti, ad esempio che non possano portare i ritorni giusti o in termini di mancanza di opportunità di investimento, le imprese dovrebbero considerare le politiche climatiche e l'impatto per le loro imprese più seriamente”.

Secondo l'esperto, dunque, se non si risolverà il problema delle emissioni di carbonio nel settore energetico, non si avrà la possibilità di contrastare i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. Il gigante del carbone Peabody ha recentemente dichiarato che il riscaldamento globale è “una crisi ambientale prevista dai modelli di computer difettosi”. Ennesimo tentativo di negare l'evidenza.

Eppure sette nuovi dossier hanno dimostrato che alcune società energetiche fossero al corrente già negli anni '80 delle conseguenze delle emissioni inquinanti sul clima. Le stesse che prima o poi si troveranno a fare i conti con le proprie scelte. La Banca Mondiale e la Banca d'Inghilterra hanno già avvertito dei gravi rischi, per migliaia di miliardi di dollari, che gli investimenti nei combustibili fossili corrono e il G20 li sta studiando.

Il professor Frank Geels, dell'Università di Manchester, durante la conferenza di Parigi ha precisato che molte transizioni tecnologiche comportano “distruzione creativa” con nuove imprese in sostituzione delle vecchie.

“Ma noi non siamo concentrati abbastanza sulla parte della distruzione. Le aziende dei combustibili fossili sono tra le più potenti del mondo e sarà molto difficile convincerle, ma non impossibile”.

Francesca Mancuso

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