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Italia e Spagna sono i Paesi più a rischio in Europa per chi vuole investire nelle rinnovabili. Si tratta di quanto emerso dall’ultimo rapporto dell’agenzia di rating Moody’s.

È così che Moody’s avverte gli investitori nell’ambito delle rinnovabili. La situazione politica e le incertezze legislative in Italia e Spagna purtroppo non sono di certo incoraggianti. Il nuovo studio ha valutato i rischi per gli investitori in diversi Paesi europei proprio con riferimento a leggi e regolamenti relativi alle rinnovabili.

In particolare per quanto riguarda l’Italia si sottolinea che di recente il Governo ha cambiato il regime di sovvenzione per il solare dopo l’inattesa grande diffusione di questa tecnologia. In Spagna invece le pressioni politiche avrebbero portato a modifiche retroattive sui regolamenti per le rinnovabili.

Moody’s fa notare che in Spagna più volte il Governo ha modificato in modo negativo i regimi di integrazione per i produttori di energia rinnovabile. Si è trattato di una scelta considerata sgradevole dal punto di vista politico soprattutto in un periodo di disoccupazione.

La situazione è invece migliore in Francia, Germania e Regno Unito, dove i quadri normativi sulle rinnovabili appaiono relativamente forti. Fino a questo momento il Regno Unito è stato un luogo piuttosto sicuro per le energie rinnovabili e per gli investimenti. Il nuovo Governo conservatore, però, secondo il rapporto di Moody’s, potrebbe avere un certo impatto sulla fiducia degli investitori.

Il rapporto delinea alcune tendenze principali che possono aumentare i rischi per gli investitori nelle rinnovabili a partire dai nuovi limiti per le ore di produzione, da quantificare per le sovvenzioni, a cui si aggiungono le nuove tasse proposte in Italia e in Spagna.

Inoltre nel Regno Unito sono stati rimossi alcuni incentivi fiscali favorevoli, mentre in Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Grecia l’intero sistema di offerta degli incentivi è stato modificato.

Moody’s infine tiene comunque a ricordare che gli investimenti nelle rinnovabili non rappresentano una cattiva scelta. È vero, può esistere un rischio relativo ai cambiamenti normativi, ma il sistema finanziario ha gli strumenti per arginarlo e gestirlo.

Marta Albè

Fonte foto: Earth Times

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