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L’Epa ha inviato una notifica a Fca in merito ad una violazione legata alla presunta installazione di software per truccare le emissioni. E’ un caso analogo a Volkswagen? Non esattamente. Intanto Fca smentisce e non perde troppo terreno sui mercati finanziari.

Viene subito in mente il Dieselgate e si potrebbe pensare che sono più di uno i produttori di auto a tentare di aggirare le norme anti-inquinamento (negli Usa, il Clean Air Act), Fca compresa. Ma non è proprio così.

Dopo mesi di indagine, l’Epa ha reso pubblica la cosa, peraltro pochi giorni dopo l’annuncio di Sergio Marchionne di voler investire parecchio denaro negli Usa, un annuncio che suona quasi come intenzione di ingraziarsi anche il favore del presidente Donald Trump.

In una nota, la U.S. Environmental Protection Agency spiega che le violazioni sarebbero state riscontrate sui modelli Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram negli anni 2014, 2015 e 2016 venduti negli Usa. Anche in questo caso, i software consentono di mascherare le reali emissioni di NOx. Si tratta in totale di 104 mila veicoli e la violazione potrebbe tradursi in sanzioni fino a 4,6 mld di dollari (oltre 44.500 dollari per ogni auto).

Prima conseguenza: le azioni di Fca in Borsa hanno perso fino al 19% nelle prime battute, ma – come riporta oggi l’Ansa – dopo le dichiarazioni della stessa Fca, su 30 analisti che seguono il titolo, 10 consigliavano di vendere e 14 di comprare.

Marchionne infatti smentisce una truffa volontaria, spiegando che il software era stato installato sia nei modelli venduti che in quelli impiegati per i test; in caso di malfunzionamenti sarebbe soltanto un errore tecnico, non una violazione studiata a tavolino.

Qui sta anche la differenza con VW, che invece installava i software solo in occasione dei test, a dimostrazione del fatto che fosse quello il momento in cui intenzionalmente si verificava la truffa (per questo ha patteggiato nelle ultime ore).

E’ l’immediata dichiarazione di voler collaborare a generare ottimismo nei mercati finanziari. Così scrive Fca in una nota di replica:

FCA US è contrariata dal fatto che l’EPA abbia scelto di emettere una “notice of violation” in merito alla tecnologia di controllo delle emissioni impiegata nei motori diesel leggeri da 3.0 litri, modelli 2014-2016, della società. FCA US intende collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’EPA ed i clienti di FCA US sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili”.

Anna Tita Gallo

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