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investinenti rinnovabili green awardsGli investimenti nelle energie rinnovabili sono scesi vertiginosamente per il secondo anno consecutivo. Il calo è del 12% nel 2013, con 254 miliardi di dollari in totale. Segue il meno 9% del 2012. La colpa? È soprattutto dei tagli ai sussidi governativi in Europa, Italia compresa.


A rivelarlo è il rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance (Bnef), che rileva per l'Italia il peggior risultato a livello mondiale: 4,1 miliardi di dollari, il 73% in meno rispetto ai 15,2 miliardi del 2012.

"Il ridotto volume di investimenti nel 2013 riflette due fattori principali: una forte e continua riduzione del costo dei sistemi fotovoltaici e l'impatto sulla fiducia degli investitori delle decisioni della politica nei confronti dell'energia rinnovabile in Europa", scrivono gli analisti.

CINA E USA LEADER, MA IN DISCESA - I due più grandi investitori a livello mondiale restano Cina e Stati Uniti. Ma anche qui i dati vanno in picchiata: la Cina ha investito 61.3 miliardi di dollari in energia pulita l'anno scorso, 3,8% in meno rispetto ai 63.8 miliardi del 2012. È la prima riduzione degli investimenti in energia pulita mai registrata nel Paese asiatico da almeno un decennio. Gli Stati Uniti, invece, hanno visto sfuggire un investimento più significativo: 8,4%, passando da 53 miliardi a 48.4 miliardi.

GIAPPONE SU, EUROPA GIU' - Le più suggestive variazioni, tuttavia, toccano a Giappone ed Europa. Nel primo Paese l'investimento è salito del 55%, toccando quota 35.4 miliardi nel 2013, da 22.7 miliardi del 2012, spronato da un boom delle istallazioni su piccola scala per colmare il vuoto lasciato dalle sue centrali nucleari chiuse. In Europa, al contrario, gli investimenti crollano del 41%, da $ 57.8 miliardi dello scorso anno a 97.8 miliardi. È colpa non solo della crisi delle grandi economie di Germania, Italia e Francia, ma anche della riduzione dei sussidi statali, che hanno acuito l'incertezza sul futuro prossimo.

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AUMENTO VOLUME INSTALLAZIONI - Michael Liebreich, fondatore e presidente del comitato consultivo del Bloomberg New Energy Finance, commenta: "il declino degli investimenti per il secondo anno consecutivo sarà una notizia sgradita al settore dell'energia pulita, ma i dati non raccontare tutta la storia. Gli investimenti in Europa si sono schiantati, in gran parte a causa della diminuzione del costo degli impianti solari, il cui volume in tutto il mondo in realtà è cresciuto di circa il 20%, segnando un nuovo record. Al di fuori dell'Europa, il panorama è vario, con alcuni Paesi che aumentano gli investimenti e altri che li riducono. E con il Giappone che diventa leader indiscusso in termini di crescita".

Nel frattempo, i mercati pubblici ritengono chiaramente che il consolidamento del settore è a un passo, con l'indice NEX salito di oltre il 50% e con le azioni quotate dalle società di energia pulita che sono più che raddoppiate. "Gli investitori inoltre – conclude il presidente- sono entusiasti di nuovi settori, come i veicoli elettrici e i progetti di fondi per le rinnovabili. E, in effetti, il 2014 è inizia bene, con la spettacolare acquisizione di Nest da parte di Google per 3,2 miliardi di dollari".

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Le sfide del settore, insomma, rimangano ancora aperte. Per il futuro c'è ancora speranza, ma, come chiedono da sempre gli operatori, c'è bisogno di maggiore stabilità.

NON AFFOSSARE LE RINNOVABILI ITALIANE - A livello nazionale, tale grave situazione era stata annunciata dall'ANEV, che a fronte della crisi attuale delle aziende, dei licenziamenti e della chiusura delle fabbriche, prevede uno scenario futuro ancora più nefasto.

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Il settore, ricorda l'associazione in una nota, andrebbe incoraggiato, invece continua a subire i colpi di provvedimenti ingiusti, come il "Destinazione Italia". Non ne favorirà la crescita, anzi lo affosserà ulteriormente se non verrà corretta la previsione che vieta gli interventi sugli impianti degli operatori che non accetteranno di ridursi ulteriormente gli incentivi.

Roberta Ragni

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