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denarocasa 450Negli scorsi giorni abbiamo parlato di "local tax", la tassa che racchiuderebbe dal 2015 le imposte locali che hanno tanto preoccupato i cittadini negli ultimi mesi. Tasi, Imu, Tosap saranno all'interno della tassa, mentre potrebbe restare fuori la Tari. Ma che ne pensano i sindaci? Il dubbio è uno, in particolare: potranno aumentare le tasse come vogliono?

LOCAL TAX – L'idea è quella di accorpare le tasse ormai ben note agli italiani, visto il caos che hanno generato nell'ultimo anno. La Tasi, l'Imu e anche l'imposta sull'occupazione di suolo pubblico (Tosap) dal prossimo anno dovrebbero confluire in un uno tributo locale, comunale. La Tari è ancora oggetto di discussione, visto che ha caratteristiche differenti: si pensa ad un calcolo basato sull'effettiva produzione di rifiuti. Inoltre, il governo sta cercando di semplificare anche per quanto riguarda il pagamento da dividere tra inquilini e proprietari di immobili. La Tasi è l'esempio lampante del disordine generato: l'inquilino nel 2014 versa una quota che rispecchia la percentuale fissata dal Comune dove si trova l'alloggio, ma si tratta di una quota tutto sommato poco rilevante rispetto al totale del tributo, che ha portato più a calcoli ed errori che a vantaggi.

TEMPISTICHEIl governo sta soprattutto valutando pro e contro con l'Anci, ma la nuova tassa potrebbe assumere la forma di un testo che diventerà un emendamento alla legge di stabilità, a cui si accoderà probabilmente un provvedimento applicativo. Il pagamento unico di sicuro sarà una rivoluzione positiva, che però non potrà da subito contare sui bollettini precompilati, previsti per il 2016.

ALIQUOTE – Questo è il nodo più spinoso. Pare che il governo voglia concedere molta autonomia ai sindaci, senza imporre limiti all'aliquota e senza fissare detrazioni precise. Un'idea che però potrebbe accrescere le varianti di pagamento e potrebbe, quindi, non condurre all'omogeneità. Poco male, se consideriamo un secondo problema: le casse dei Comuni, salvo casi rari, non godono di ottima salute, quindi non è difficile immaginare che i sindaci tenderanno a fissare le aliquote "al rialzo".

Il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio ha dichiarato che il governo "sta lavorando per la messa a punto della nuova tassa locale, ma la cosa importante è che vi sia quello che il presidente del consiglio ha detto, cioè autonomia fiscale dei comuni completa. Oggi i hanno pezzi di Irpef, e l'Imu con un pezzo allo Stato. Quando avevo un altro ruolo chiedevo sempre responsabilità fiscale, e questo perché se imponi delle tasse a un cittadino questo deve sapere poi di chi deve chiedere se mancano i servizi. Serve una separazione delle aliquote in cui i comuni hanno un solo pilastro fiscale e lo Stato ne ha un altro. Io credo che sia molto importante il tema di restituire la categoria D dell'Imu ai Comuni e l'Irpef allo Stato, così ognuno saprà a chi dare la colpa se le tasse sono troppo alte". E i sindaci sembrano apprezzare quanto annunciato dal governo negli ultimi frangenti, con in testa Piero Fassino. Il sindaco di Torino ha infatti dichiarato di aver notato aperture del governo agli emendamenti alla legge di stabilità ma anche risposte positive proprio sulla Local Tax.

Anna Tita Gallo

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