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Un’altra azienda italiana va a finire sotto il controllo della Francia? E’ pronta la fusione tra Luxottica e Essilor per un valore complessivo di 50 miliardi di euro.

L’operazione già considerata una delle fusioni più grandi a livello europeo tra aziende di due nazionalità diverse. Ora si crea un grande colosso nella produzione di occhiali con almeno 140 mila dipendenti e vendite in 150 Paesi del mondo.

Le due aziende si uniscono con la mission di migliorare la vista in tutto il mondo attraverso l’innovazione come fattore di crescita, lo spirito imprenditoriale e un approccio internazionale.

Ora Essilor dovrebbe diventare una grande società con un nuovo nome che unisce entrambe le realtà: Essilor-Luxottica.

Leonardo Del Vecchio diventerà Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di EssilorLuxottica e il Presidente e CEO di Essilor, Hubert Sagnières, assumerà la carica di Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di EssilorLuxottica, con i medesimi poteri del Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato. Entrambi potranno nominare per ciascuno 8 amministratori del Cda.

Dal punto di vista della Borsa, Luxottica dopo l’annuncio sta vivendo un momento positivo, con un rialzo del 14% per un totale di 56,55 euro. Essilor a propria volta sta assistendo a Parigi a un rialzo che in questo caso è pari al 16,45% e al 118,9 euro. Anche nelle ore successive all’annuncio della fusione la situazione positiva è continuata.

La preoccupazione dal punto di vista dell’Italia risiede nel fatto che un’altra azienda nata nel nostro Paese ora legherà in realtà il proprio nome e la propria attività con una realtà straniera. Ciò che sta però attirando gli investitori in Borsa è la nascita, per la prima volta, di un vero e proprio colosso mondiale nel settore degli occhiali.

L’idea delle aziende con la fusione è di concretizzare il sogno di creare una realtà integrata ed eccellente in ogni sua parte nel proprio settore. Secondo le migliori previsioni, unendo le loro forze queste due realtà internazionali ora possono accelerare la propria espansione globale a beneficio di dipendenti, azionisti e clienti.

Il gruppo appena nato ora prevede di generare sinergie di ricavi e di costi per un ammontare complessivo compreso tra i 400 milioni e i 600 milioni di euro, con il desiderio di un'accelerazione nel lungo termine per andare verso un maggiore consolidamento. Sarebbero già in programma strategie per crescere sempre più in futuro e rafforzare la potenza del nuovo colosso a livello internazionale.

Le aziende italiane hanno bisogno di un supporto dall’estero per continuare a prosperare?

Marta Albè

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