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uomodaffariFerie illimitate: per i dipendenti di LinkedIn inizia una nuova era. Sulla scia di aziende come Virgin e Netflix, anche il social network ha deciso di sperimentare questa forma di gestione del tempo flessibile, che concede al lavoratore di assentarsi senza problemi, a patto che porti a termine i propri compiti entro le scadenze prefissate.

Per LinkedIn la rivoluzione verso il cosiddetto “Discretionary Time Off” scatta da novembre, ma sono già molte negli Usa le aziende che hanno adottato questa prassi: Hubspot, Evernote, Virgin, General Electric.

Il limite di ferie retribuite – anche se negli Usa il “tempo libero pagato” non è una garanzia in tutte le aziende – potrebbe diventare simbolo del passato. Ognuno si gestisce il proprio tempo come meglio crede e lavora quando decide di farlo. Appunto, l’unico vincolo è lavorare. Insomma, non è un regalo, anzi.

Negli Usa accade soprattutto nella Silicon Valley, dove si moltiplicano le startup e l’innovazione è di casa. In genere però i lavoratori statunitensi non chiedono molti giorni di ferie sperando in promozioni o temendo di perdere il lavoro. Hanno la sensazione di perdere terreno, dunque, oppure quella di essere gli unici a poter svolgere quel determinato lavoro, preoccupazioni che nemmeno la politica del Discretionary Time Off in realtà potrà alleviare.

Per molti lavoratori, inoltre, avere limiti sui giorni di ferie e condizioni chiare e rigide significa sapere cosa l’azienda si aspetta da loro, quindi è una sorta di rassicurazione in più.

Non tutti sono in grado di gestirsi in autonomia. Alcune realtà come Kickstarter hanno dovuto fare dietro front perché i lavoratori non prendevano affatto del tempo per sé nemmeno con la nuova prassi, anzi.

Non è tutto oro ciò che luccica e i rapporti aziendali interni rischiano di essere messi a soqquadro, ecco perché prima di scegliere questa strada innovativa sarebbe opportuno compiere una serie di valutazioni, magari parlandone prima di tutto con gli stessi lavoratori. Per il colosso Virgin di Richard Branson il binomio ferie illimitate-maggiore produttività funziona, ma per gli altri?

Anna Tita Gallo

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