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ilvabnd 450x300Il Cda di Ilva spa ha nominato Enrico Bondi amministratore delegato della società e confermato Presidente Bruno Ferrante. Con un comunicato di poche righe l’azienda dà l’annuncio che apre una nuova fase, il traghettamento dell’Ilva verso tempi migliori.

CHI È ENRICO BONDI – Bondi nasce ad Arezzo nel 1934, negli ultimi mesi il suo nome è stato legato alla spending review del governo Monti, ma tutti conoscono il ruolo di Bondi in qualità di “risanatore” nel corso di attività svolte per Montedison, Lucchini e Parmalat.

LA COLLABORAZIONE CON L’ILVA – Bondi collaborava con l’azienda da qualche settimana in qualità di consulente, in modo da poter avere un’idea più precisa della situazione. Si tratta di una scelta sofferta, quella di mettere di fatto l’azienda nelle mani di una figura esterna, come aveva sottolineato il presidente Bruno Ferrante, ma questa è stata alla fine la decisione ultima degli azionisti e a Bondi tocca ora condurre l’Ilva fuori dal fango.

LA LEGGE SALVA-ILVA E LE ULTIME VICENDE – Dopo che la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi del Gip e della Procura di Taranto, cadono le obiezioni sulla presunta incostituzionalità della legge Salva-Ilva. Bondi deve gestire ora un’azienda che può tornare a produrre a tutti gli effetti ma che deve vedersela con il blocco parziale delle attività determinato dalle prescrizioni contenute nell’Aia, che riguardano in primis l’area a caldo, mentre l’area a freddo torna a marciare.

A Taranto c’è comunque fermento e domenica i cittadini saranno chiamati alle urne. Sarà infatti la volta del referendum che potrebbe delineare un panorama diverso per il futuro di Taranto. Sono due i quesiti. Il primo chiede ai cittadini se vogliono proporre la “chiusura dell’ acciaieria Ilva”, il secondo riguarda l’area a caldo dello stabilimento e chiede la chiusura di quella che è definita “maggiore fonte di inquinamento”, con il conseguente smantellamento dei parchi minerali.

Anna Tita Gallo

(fonte immagine: Panorama.it)

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