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Buone notizie per le neomamme con partita Iva non iscritte ad ordini professionali. Avranno infatti finalmente diritto ad un assegno di maternità pari all’80% degli ultimi redditi mensili percepiti. Ma per i cinque mesi dell’aspettativa per maternità non dovranno lavorare.

Il nuovo testo di legge sul lavoro autonomo presto potrebbe obbligare le neomamme con partita Iva non iscritte agli ordini professionali a non lavorare per poter ricevere un assegno di maternità con le caratteristiche indicate.

Inoltre con il nuovo disegno di legge il congedo parentale per le neomamme potrebbe estendersi da tre a sei mesi e ci si aspetta che possa riguardare anche i papà. Insomma, dal punto di vista della maternità e dei diritti delle neomamme e dei neogenitori in generale stanno emergendo alcune novità interessanti all’orizzonte.

Si pensa forse ad una “maternità universale” di cinque mesi per tutte le mamme lavoratrici, ma dovremo attendere l’approvazione del nuovo disegno di legge da parte del Parlamento per saperne di più.

Alcuni dei cambiamenti riguardano proprio il congedo parentale dedicato sia alle mamme che ai papà. Ad oggi la richiesta del congedo può avvenire entro il compimento del primo anno di vita del bambino.

Presto però le regole potrebbero cambiare con un congedo parentale da poter richiedere entro i primi tre anni di vita del bambino con la possibilità di ricevere un assegno di sostegno pari al 30% del reddito.

La speranza è in ogni caso a favore di nuove tutele per i lavoratori autonomi, in particolare per le neomamme e per i futuri papà, in modo che possano godere di nuove agevolazioni anche nel nostro Paese, sull’esempio di ciò che da tempo già avviene all’estero.

Qualcosa si sta già muovendo, fortunatamente, dato che la Legge di stabilità per l’anno 2016 ha confermato il bonus per i nuovi nati, con un contributo di 80 euro mensili, che diventano 160 euro per le famiglie sotto i 7000 euro di reddito. Il bonus è confermato per le neomamme, per i genitori adottivi e per l’affido nel 2016 e nel 2017. La domanda per ottenere il bonus bebè va presentata all’INPS. Qui tutti i dettagli pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Qui l’accesso al sito dell’INPS.

Marta Albè

Fonte foto: Mamasup

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