Menu

apple foxconn

Rappresentanza sindacale "vera" per gli operai della Foxconn. È così che l'azienda che assembla gran parte di gadget elettronici più venduti in tutto il mondo, tra cui l'iPhone della Apple, divenuta tristemente nota per l'ondata di suicidi del 2010, cerca di dissipare la valanga di pubblicità negativa sulle sue assurde consizioni di lavoro.

Si tratta di una svolta epocale: per la prima volta le elezioni dei rappresentanti sindacali, finalmente estranei al magement, saranno segrete e si potrà scegliere, da quest'anno e ogni 5 anni, tra una rosa di 18.000 comitati in scadenza tra il 2013 e il 2014. "Come parte degli sforzi per l'attuazione dell'Action Plan che è stato sviluppato in collaborazione con la Fair Labor Association, la Foxconn introdurrà misure volte a rafforzare la rappresentanza dei lavoratori nella Foxconn Labor Union", si legge in una nota dell'azienda che impiega oltre 1 milioni di operai.

Ottima notizia? Non proprio: secondo gli analisti del lavoro, anche se gli ultimi piani mostrano questa volontà da parte della società di coinvolgere i suoi lavoratori, la situazione non cambierà molto. Ne è convinto anche Wang Jing, preside del dipartimento di relazioni di lavoro presso la Capital University of Economics and Business di Pechino. "Solo lasciando che i lavoratori scelgano i loro candidati da soli e votino successivamente per loro si esprimeranno appieno le speranze dei lavoratori. Ma, in ogni caso, è comunque una notizia positiva, perché mostra che l'azienda vuole migliorare le sue relazioni con i lavoratori", spiega Jing, sottolineando che la spinta della Apple sulla Foxconn per attuare il cambiamento nasce più che altro dalla necessità di tutelare la propria immagine come marchio.

Inoltre, i sindacati indipendenti sono tecnicamente proibiti in Cina e già passati esperimenti sulla rappresentanza dei lavoratori nelle imprese estere non hanno portato a grandi risultati. "La Foxconn non è la prima azienda in Cina a cercare 2elezioni", ha commentato Anita Chan, professoressa presso il China Research Centre della University of Technology di Sydney, citando i precedenti tentativi di Reebok, Wal-Mart Stores Inc e Honda Motor Co Ltd: "hanno tutti catturato l'attenzione dei media internazionali, al momento delle elezioni sindacali, ma tutto si è rivelato un buco nell'acqua. Era solo un'operazione di Public Relation".

Roberta Ragni

Leggi anche:

- Foxconn ammette: usati stagisti minorenni. Ma non per produrre l'i-Phone

- Apple: migliaia di lavoratori Foxconn in sciopero. Ma l'azienda nega

- Csr: Foxconn, fornitore della Apple, punta alla sostenibilità. Ma la strada è ancora lunga

- Lezione di CSR per la Apple: ecco perché investire nelle donne dei Paesi poveri

GreenBiz.it

Network