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lavoro agricoltura agrinsiemeL'agricoltura può offrire nuove possibilità di occupazione, ma occorrono politiche mirate ed innovative, per fare in modo che in ambito agricolo nascano ben 100 mila nuovi posti di lavoro.

È per questo motivo che Agrinsieme, il coordinamento nato tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Agroalimentare hanno deciso di inviare al Governo un documento rivolto a tutte le forze politiche che negli ultimi giorni hanno presentato proposte dedicate al lavoro, oltre che ai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato.

L’agricoltura resiste alla crisi mantenendo una buona tenuta occupazionale del settore, secondo quanto comunicato da Agrinsieme. Si tratta di una conferma della dinamicità e della flessibilità dell’agricoltura, un comparto che risulterebbe aperto alle nuove assunzioni, nonostante la congiuntura economica negativa.

Ciò non significa, secondo le associazioni, che l’agricoltura non stia soffrendo le conseguenze negative della crisi, a partire - ad esempio - dall’aumento dei costi di produzione. È però comunque riuscita a non perdere posti di lavoro. La situazione occupazionale si è mantenuta stabile ed ha ora bisogno di un vero e proprio rilancio.

Agrinsieme chiede al Governo italiano nuove misure per lo sviluppo, per la ripresa dell’occupazione e dell’economia nel nostro Paese. Una prima mossa è già stata compiuta. Si tratta della firma del decreto sulle assunzioni congiunte, che faciliterà le aziende agricole nell’avere a disposizione figure esperte e sempre aggiornate nell’ambito dell’innovazione.

Le associazioni credono però che le assunzioni congiunte debbano essere parte di un progetto più ampio e di un approccio strutturato dedicato al tema del lavoro agricolo. Agrinsieme ha dunque presentato al Governo delle proposte pensate per favorire l’occupazione e incentrate sul rinnovamento.

Se gli interventi suggeriti verranno attuati, secondo Agrinsieme potranno nascere 100 mila nuovi posti di lavoro in agricoltura, con un contributo significativo da parte del settore agricolo alla crescita e allo sviluppo occupazionale in Italia. Sempre che il Ministero trovi una nuova guida, dopo le dimessioni della De Girolamo.

Marta Albè

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