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istatnoitaliaCrescono le rinnovabili nel mix elettrico italiano ma si spende meno per la tutela ambientale.

È questa la fotografia scattata dall'Istat che ha reso noto “Noi Italia”, la statistica annuale, un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro paese.

L'analisi ha messo a confronto i dati 2012-2013. Abbiamo scelto tre dei 19 indicatori dell'Istat: ambiente, energia e agricoltura.

Ambiente

Il primo dato su cui riflettere è quello riguardante la spesa pro capite delle amministrazioni regionali per la tutela ambientale pari a 64,2 euro, in calo rispetto ai due anni precedenti. In netta diminuzione la spesa nel triennio 2010-2012. Basti pensare che nel 2010 era di 74,1 euro.

Nel 2013 sono stati raccolti 491,3 Kg di rifiuti urbani per abitante, circa 12,5 kg in meno rispetto allo scorso anno. La maggiore quantità viene raccolta nelle regioni del Centro. Tuttavia, nonostante la costante riduzione di quelli smaltiti in discarica, l'Italia è al di sopra della media europea, con circa 215 kg di rifiuti per abitante. Nel 2013, il 36,9 per cento dei rifiuti raccolti è stato smaltito in discarica.

Bene la differenziata, che coinvolge il 42,3 per cento del totale dei rifiuti urbani, in aumento del 2,3% rispetto al 2012. Rimangono comunque differenze geografiche, con il Nord-est che detiene il primato con il 58,8 per cento.

Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, nel 2012, il nostro paese ha fatto registrare una riduzione di 5,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente (460 milioni di tonnellate di Co2 equivalente nell’anno), avvicinandosi all’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto.

Energia

Nel nostro paese, il consumo pro capite di energia elettrica è inferiore alla media europea e a quello degli altri paesi di grandi dimensioni. Nel 2013 i consumi elettrici sono stati pari a 4856,0 kWh per abitante. Rispetto al 2012, il consumo è cresciuto nel settore dell’agricoltura e del terziario ma si è ridotto nell’industria e nel settore domestico.

Per quanto riguarda la produzione, essa è stata di 48,1 GWh per 10 mila abitanti, in flessione rispetto al 2012 (50,3). In questo panorama si inserisce anche quella da fonti rinnovabili. In questo caso, la quota del consumo interno lordo di elettricità coperta dalle energie pulite ha raggiunto il 33,7 per cento nel 2013 (+6,8 punti percentuali rispetto al 2012), al di sopra della media europea.

A livello di distribuzione territoriale delle fonti rinnovabili, l'apporto idrico arriva soprattutto dalle regioni montuose mentre l'eolico prevale nel Mezzogiorno. Uniforme sul territorio nazionale lo sviluppo della produzione elettrica da biomasse, mentre la Toscana è la sola regione a produrre energia geotermica.

Agricoltura

Nel 2012 il valore aggiunto per addetto del settore per 100 euro di costo unitario del lavoro è pari a 132,4 euro, in aumento rispetto al 2011. È andata meglio al Nord-ovest grazie alla maggiore presenza di aziende di grande dimensione. La superficie investita nelle coltivazioni legnose è di circa 1.480 mila ettari, in diminuzione dell’1,6 per cento rispetto al Censimento 2010. La coltivazione più diffusa è ancora l’olivo, che nel 2012 ha rappresentato il 75%.

istatagricoltura

Per quanto riguarda le certificazioni l'Italia ha il numero più elevato a livello comunitario. Al 31 dicembre 2013 le specialità agroalimentari italiane con marchi di qualità erano 261.

Francesca Mancuso

Fonte: Istat

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