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rapporto disboscamento illegaleL'UE è tra i maggiori consumatori mondiali di prodotti derivanti da terredisboscate illegalmente per un valore di 6 miliardi di euro all'anno.

L'Italia è la maggior consumatrice di questi prodotti, dato che importa materie prime provenienti dalla deforestazione illegale per 1 miliardo di euro.

Circa un quarto del mercato mondiale dei prodotti agricoli derivanti da terreni disboscati illegalmente è destinato a Italia, Paesi Bassi, Germania, Francia e Regno Unito, che rappresentano i principali importatori.

Tra il 2000 e il 2012 è stato disboscato illegalmente l'equivalente di un campo da calcio ogni due minuti per fornire all'UE carni bovine, pollame, olio di palma e spia per alimenti, mangimi, scarpe di pelle e biocombustibili.

Lo rivela uno studio appena pubblicato da FERN (Making the EU work for People and Forests). Lo studio riscontra che i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Francia e il Regno Unito sono di gran lunga i maggiori consumatori delle materie prime di origine illegale che entrano nell'UE, che in totale importa il 25% della soia, il 18% dell'olio di palma, il 15% delle carni bovine e il 31% del pellame sul mercato internazionale derivante dalla distruzione illegale delle foreste tropicali.

"Il fatto che l'UE sia in cima alla classifica mondiale di importatori di prodotti all'origine della deforestazione è attestato, ma è la prima volta che siamo in possesso di dati che dimostrano che la maggioranza di questa deforestazione è illegale," afferma Saskia Ozinga, coordinatrice di campagna per FERN, l'ONG basata a Bruxelles che ha pubblicato il rapporto.

Lo studio, intitolato Stolen Goods: the EU's complicity in illegal tropical deforestation [Beni Rubati: la complicità dell'UE nella deforestazione illegale delle foreste tropicali], riprende una ricerca condotta nel 2014 e per la prima volta valuta la responsabilità dei consumi dell'UE nella deforestazione illegale, sia in termini di valore sia di perdita di superficie forestale.

Si basa sui numerosi studi che documentano la deforestazione illegale (in particolar modo in Brasile ed Indonesia) finalizzata alla produzione di carne bovina, pellame, olio di palma e soia.

Grazie ai loro grandi porti, i Paesi Bassi importano la maggior parte delle materie prime derivanti dalla deforestazione illegale che entrano in Europa; nonostante ciò, gran parte di queste materie prime vengono trasferite ad altri Paesi europei. Secondo lo studio, i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Francia e il Regno Unito importano il 75% dei prodotti illegali importati in Europa, e ne consumano il 63%. L'importanza delle varie materie prime cambia da Paese a Paese. In particolar modo:

1) I Paesi Bassi e la Germania sono i maggiori importatori di olio di palma, utilizzato in prodotti cosmetici e alimentari che si trovano comunemente nei supermercati.

2) Il Regno Unito è una destinazione particolarmente importante per la carne bovina derivante dalla deforestazione illegale.

3) La maggior parte del pellame entra in Italia, che importa materie prime provenienti dalla deforestazione illegale per 1 miliardo di euro. Questo la rende la maggior consumatrice di questi beni nell'UE.

4) La Francia è la maggior importatrice di soia, che per la maggior parte viene utilizzata nel• mangime di polli e maiali da carne.

Come risolvere la situazione? Il rapporto suggerisce all'UE di utilizzare la propria forza di mercato per spingere i Paesi fornitori ad attuare riforme per ridurre l'illegalità, come il Piano d'Azione dell'UE per contrastare il disboscamento illegale.

Infine, il rapporto riconosce che recentemente molte società si sono volontariamente impegnate a risanare le proprie catene di fornitura con l'obiettivo di arrivare a "deforestazione zero", ma avverte che, in un contesto di illegalità diffusa, sarà difficile per queste società tenere fede a questi impegni in assenza di interventi governativi.

Consulta qui il rapporto "Stolen Goods: The EU's complicity in illegal tropical deforestation".

Marta Albè

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